Bimbi in spiaggia: il vademecum di Tata Lucia

Il 26 maggio scorso, presso il Museo della Marineria di Cesenatico, insieme ad altre 5 mamme blogger, ma anche insieme a tante altre mamme, papà, nonni e nonne, abbiamo incontrato questa splendida signora, altrimenti nota come Tata Lucia, protagonista del noto programma televisivo SOS Tata, ma anche autrice di vari libri dedicati all’educazione dei bambini, tra cui ‘Spegnete la TV’ e ‘Fate Famiglia’, editi da Rizzoli.

In realtà, la Signora Rizzi è, prima di tutto, mamma, nonna ed insegnante. Ama i bambini. E questa è la cosa che più è emersa fortemente. Lei con i bambini ci sa fare. Davvero. Un po’ la invidio, un po’ l’ammiro. Perché so che la sua “autorevolezza” deriva da anni di studio ed esperienza. Ma so anche che, come dice lei, “le emozioni passano di pelle”.  Ed il suo amore per i bambini di sicuro non l’ha imparato. E’ innato.

Il tema dell’incontro era SOS Buone Maniere in Spiaggia“, ossia “come gestire i bambini in vacanza“.  In realtà,ciò che ne è venuto fuori è stata una grande lezione di vita. Su come essere genitori, prima di essere individui.

Fare famiglia è un sacrificio. E la parola sacrificio viene dal latino sacrificiumsacer + facere, cioè rendere sacro. Insomma, fare famiglia significa fare una cosa sacra.

Sacralità, famiglia, sacrificio. Tutto qui. I bambini non si toccano. Vengono prima di tutto. Nessuna bacchetta magica. Nessuna regola particolare. Semplicemente, tanto amore e tanto buon senso. Semplicemente, non dimenticarsi mai che loro non decidono di venire al mondo. Lo decidiamo noi. E quindi ce ne dobbiamo assumere la responsabilità, ci dobbiamo assumere l’onere di farli crescere sani, in questo mondo spesso e volentieri malato. Malato di egoismo, di invidualità, di incompetenza, di rabbia, di ambizioni sfrenate, di tecnologia abusata.

Ma vi avevo promesso un Vademecum da portare sotto l’ombrellone. E che a Vademecum sia allora!

1. Noi siamo in vacanza. Il progetto educativo non lo è. Anzi,è proprio in questi momenti – in cui siamo tutti più liberi -che dobbiamo trovare il tempo per stare insieme ai nostri figli. Tradotto in pratica: non vediamo l’ora di sdraiarci sul lettino a leggere finalmente quel libro abbandonato sul comodino?  Lasciatelo sul comodino! I nostri bimbi hanno bisogno di stare con noi!

2. Niente tv, giochini elettronici, strumenti tecnologici. Solo noi e i nostri bimbi. GIOCHIAMO CON LORO! Diventiamo bambini insieme a loro. Condividiamo. Insegniamo loro a guardare la vita. Oggi non si guarda più. Non si ascolta più. Andiamo tutti insieme ad ascoltare le onde del mare, il suono dei grilli, il rumore della sabbia che scricchiola sotto i piedi…

3. Le regole non sono altro che (sane) abitudini. I bambini sono estremamente abitudinari. Rispettiamo i loro ritmi e le loro esigenze. Anche in vacanza.

4. Diamo confini. Anche fisici. Disegniamo un grande cerchio nella sabbia, che delimita l’area entro cui i bambini possono giocare. Per i più grandicelli, possiamo delimitare l’area “giocabile”, con gli ombrelloni (chiediamo ai nostri vicini di spiaggia se possiamo legare un fazzoletto colorato al loro ombrellone, in modo che i bimbi possano facilmente vedere i confini da non oltrepassare).

5. Siate autorevoli. Non autoritari.

6. I limiti vanno spiegati in positivo, non in negativo. Invece di dire: “non urlare”, dite “parla piano”. I bambini sentono in media 12 no all’ora. Non meravigliamoci se la prima parola che imparano, e forse una di quelle che usano più spesso, è “no“.

7. Le regole non sono ordini. Sono “ricette” sul come si fa. I bambini non sanno come si fa. Se tirano la sabbia, non lo fanno perché sono cattivi. Ma perché non sanno ancora che non si fa. Sta a noi insegnarlo. Come?

8. Dando libero sfogo alla creatività. Diamo ai nostri bambini alternative. Osserviamoli e seguiamo le loro inclinazioni. Collezioniamo sassi, conchiglie, sabbia. Corriamo insieme a loro in riva al mare. Costruiamo castelli di sabbia, città inventate, parcheggi per le macchinine. Facciamo capriole in mezzo ad un prato. Qualunque cosa, purché si faccia insieme. Non lasciamoli soli.

9. Non preoccupiamoci. Occupiamoci. Occupiamoci dei nostri figli, della nostra vita, della nostra felicità. Tanto la vita fa il suo corso…

10. “La cultura è emozione. Tutto il resto è informazione”. La vita vera, quella che conta, arriva attraverso le emozioni. La buona notizia? Le emozioni sono di tutti e per tutti. E non costano nulla. Non c’è bisogno di andare alle Mauritius per trascorrere delle belle vacanze. Anzi, ai bimbi poco importa dove li porterete. A loro importa solo giocare, crescere e stare insieme a mamma e papà. Se voi siete felici di passare le vacanze insieme ai vostri bambini, lo saranno anche loro.

Vi lascio con una delle frasi della Tata che più mi hanno colpito durante questo meraviglioso incontro:

la felicità è una buona abitudine.

Forse oggi abbiamo dimenticato come si fa? Fermiamoci un attimo. Rallentiamo. Recuperiamo. A casa, come al mare.

Foto di Roberto Cagnina: Tata Lucia, insieme al gruppo delle mamme blogger con prole e al Sig. Giuseppe Ricci, che ci ha gentilmente ospitate presso il suo Hotel Valverde, Ricci Hotels
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5 Responses to Bimbi in spiaggia: il vademecum di Tata Lucia

  1. e vaaaaaaaaaaaaaai! Questo week end l’ho letto qui, da Monica e da Silvia: in ognuna ho trovato un punto di vista personalissimo e quindi è stato un piacere soffermarmi su questa esperienza che vi ha viste protagoniste con la tata! Le info che vi ha dato, in quanto mamme blogger e pure viaggiatrici sono davvero utili (io la guardo sempre, anche se non ho figli… mi preparo!!!)

    • The Family Company Rispondi

      01/06/2012 at 19:57

      Ma sei un’appassionata allora!!!! Ti manca solo qualche pargoletto, Monica!!! Noi ti aspettiamo con ansia… per un on the road a misura di famiglia!!

  2. Tiziana Rispondi

    02/06/2012 at 17:40

    Io invece che ce l’ho, ma è grande, lo guardo ogni tanto anch’io e tata Lucia, come dici tu è ormai un’autorità riconosciuta.

  3. Pingback: A casa delle farfalle | The Family Company

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