Tirano: l’emozione che scorre slow

Se avete letto il mio post di ieri “A casa di nonno Bastiano“, avete già fatto la conoscenza – seppur virtuale – di Francesca, proprietaria del B&B Cà Merlo. Oltre a gestire questo piccolo gioiellino a due passi dalla stazione retica di Tirano, da cui parte il Trenino Rosso del Bernina, Francesca è anche una guida turistica certificata, profondamente innamorata della sua terra. Ed è per questo che oggi ce la racconta, proprio qui  – su questo blog.

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di Francesca Macoratti

Sulla cartina è solo un puntino. Tirano, immerso nella Valle che da Teglio ha preso il nome, attende i piccoli viaggiatori che quasi non riescono ad addormentarsi la notte prima di partire, emozionati per il giro sul famoso Trenino Tosso del Bernina che li attende e che qui fa capolinea.

Bernina Express tra la neve in curva

Ma Tirano è molto più del Trenino Rosso. A due passi dal confine con il Canton Grigione, è abbracciata da chilometri di terrazzamenti vitati che le hanno donato l’appellativo di “Città del vino”ed è baciata dal sole che, dall’alba al tramonto, riscalda il versante Retico dei suoi monti.

Accoglie grandi e piccini a braccia aperte, con la cinquecentesca Basilica della Beata Vergine che troneggia all’ingresso del paese e che regala al passante il miglior benvenuto. Al suo interno un’opera straordinaria, il suo organo, tra i più grandi d’Europa, che con le sue 2200 canne risuona piacevolmente durante concerti e messe, lasciando a bocca aperta chiunque giunga al suo cospetto.

credits: Stephen Colebourne

credits: Stephen Colebourne

Tirano è spesso definito “crocevia di cultura”, per la sua collocazione geografica tra Valtellina e Svizzera… ma certamente è anche crocevia di bellezze e di sapori antichi, come i vini eroici dal gusto forte e i “chiscioi”, piatto tipico locale di formaggio filante e grano saraceno.

È infatti un luogo ricco di storia da scoprire lentamente, una città che svela le proprie tradizioni giorno per giorno, pronta poi a farsi amare per sempre. Città Slow è il riconoscimento illustre che gli hanno affiancato: non solo parole, ma un modo di vivere, lento ed unico!

credits: Active Stive - foto tratta da Flickr

credits: Active Steve – da Flickr

Lasciarsi baciare dal sole mattutino passeggiando lungo il fiume Adda, rinfrescati dalla brezza che sfiora il viso e che già riscalda il cuore. Meravigliarsi dinnanzi alle bellezze artistiche più note e allo stesso modo camminare nel centro storico alla scoperta dei luoghi più intimi e ricchi di ricordi, come i “bùi”, le vecchie fontane, dove si incontravano le donne di un tempo.

credits: arinaldi94; da Flickr

credits: arinaldi94 – da Flickr

La nostra passeggiata nella Tirano antica inizia presso il ponte vecchio, dinnanzi la facciata della porta Poschiavina, la prima di una triade davvero illustre costruita per volontà di Ludovico il Moro. Per continuare il nostro tour di Porta in Porta, la Milanese e la Bormina, potremmo avventurarci lungo le grandi vie storiche del passato, oggi curiosi vicoli acciottolati che fanno del centro storico una bomboniera di fine Quattrocento.

credits: Francesca Macoratti

credits: Francesca Macoratti

Attraverseremo viuzze, scorgeremo fontane e statue, come la “Maria Luisa” – allegoria della storia di un lontano 1838 – che troneggia nella piazza Cavour, sede del Comune. Ammireremo palazzi nobiliari dalle corti tutte da scoprire, come Palazzo Salis, Palazzo D’oro Lambertenghi, Palazzo Marinoni e tanto altro ancora.

credits:  ; foto tratta da Flickr

credits: Active Steve – da Flickr

Lassù, in alto, lo sguardo viene poi rapito da immagini curiose, sul versante orobico, quello all’ombra della vallata, s’intravede il mastio di un castello dal nome dialettale “Castellsch”… non perché sia brutto e maligno, anzi, ma certamente perché è un nome più evocativo dell’originale: “di Santa Maria”.

Dall’altra parte, sul Monte Massuccio… che si dice “che sal ga su al capel u chel fa brut u chel fa bel”, si scorgono casupole e chiesette… Sono le frazioni di Roncaiola e Baruffini che, sino agli anni ’70, erano patria degli “spalloni”, i contrabbandieri, che con la bricolla sulle spalle si avventuravano lungo i sentieri del bosco per raggiungere il confine per poi contrabbandare tutto ciò che si riusciva, nel tentativo di non farsi braccare dai finanzieri attenti ai loro spostamenti.

E poco più a sinistra lo splendore di Santa Perpetua, chiesetta medioevale che col suo fascino ci riconduce a tempi antichi, quelli in cui i pellegrini e i frati facevano da padroni del piccolo ospizio che li accoglieva lungo il loro pellegrinare.

credits: Francesca Macoratti

credits: Francesca Macoratti

Tirano ci aspetta nel suo passato, presente e futuro. Tutto racchiuso in questo piccolo borgo della Valtellina che, come un quadro d’artista, regala emozioni diverse per ogni sua sfumatura.

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Per maggiori informazioni su Cà Merlo, qua il sito del B&B. Se volete organizzare un giro sul trenino rosso, date un’occhiata al sito di Francesca – pieno di suggerimenti ed informazioni.

 
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9 Responses to Tirano: l’emozione che scorre slow

  1. Lali Rispondi

    30/01/2013 at 10:18

    Grazie Vale e grazie anche a Francesca, è sicuramente un personaggio da conoscere! Arrivederci a Tirano allora!!

  2. Tiziana Rispondi

    30/01/2013 at 11:51

    Francesca, un luogo da fiaba questa cittadina. Troppo veloce fu la mia visita per catturare quanto ci ha descritto. Mi ha fatto venire la voglia di ritornarci. Un saluto

    • The Family Company Rispondi

      30/01/2013 at 12:19

      Un’altra similitudine tra di noi Tiziana. Anche la nostra sosta a Tirano è stata troppo veloce. Dobbiamo tornarci! E visto che gli appartamenti del B&B di Francesca sono due… eheheeh!

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