E il sasso cadde giù per un tempo infinito: le Grotte di Frasassi

E il sasso cadde giù per un tempo che parve infinito. Il foro da cui fu lanciato era poco più grande di un pallone. Sotto, solo buio. Intorno, silenzio. Un silenzio riempito dall’emozione. E dalla sensazione di aver trovato un salto immenso, “quasi senza fondo”.  L’abisso.

©Piero Principi

©Piero Principi

Era il 1971 ed erano appena state scoperte le Grotte di Frasassi, nel cuore delle Marche. Chi ha la fortuna di visitarle oggi per la prima volta può solo lontanamente immaginare la meraviglia e l’emozione di quel gruppo di speleologi che, oltre 40 anni fa, hanno consegnato al mondo questa immensa opera d’arte della natura.

Il complesso ipoegeo

Le Grotte di Frasassi sono considerate il più grande complesso ipogeo d’Europa: un luogo fiabesco che si estende per circa 30 chilometri, su otto piani geologici ricchi di stalattiti e stalagmiti secolari, laghetti cristallizzati, anfratti, pozzi, cunicoli, rocce e minerali. Al suo interno, è severamente vietato scattare fotografie, per cui non posso trasmettervi con le immagini la bellezza e la complessità di questo mondo sotterraneo. Ringrazio però l’organizzazione per avermi concesso l’utilizzo dei tre scatti che vedete in questo post, perché questo è uno di quei casi in cui le parole non servono. Di fronte a tanta bellezza, ci si sente impotenti. Inadeguati. Analfabeti quasi.

Ci si innamora di questo luogo già arrivandoci: la strada che si percorre in auto è infatti una serpentina stretta tra i monti e, sopra, solo un piccolo lembo di cielo azzurro. All’interno delle grotte, poi, si perde quasi il contatto con la realtà. Sembra di camminare in un mondo rovesciato, dove il tempo e lo spazio diventano concetti poco applicabili, così come il senso dell’orientamento e delle dimensioni.

©Piero Principi

©Piero Principi

La prima “sala” che si incontra è chiamata Abisso Ancona. Abisso proprio per ricordare quegli istanti interminabili che seguirono, quando gli speleologi fecero cadere il sasso attraverso il foro sulla cima della montagna, per stimare la profondità della grotta che speravano fosse sotto di loro. E Ancona in onore della loro città di provenienza. E’ una cavità enorme, tra le più grandi d’Europa, tanto che potrebbe comodamente contenere il Duomo di Milano. Nel centro, un gruppo di stalagmiti millenarie denominate I Giganti, poiché sono alte circa 20 metri e hanno un diametro che varia dai 2 ai 5 metri.

Man mano che si procede, si visitano la Sala 200, il Gran Canyon, la Sala Bianca, la Sala delle Candeline, la Sala dell’Orsa e la Sala dell’Infinito. Ognuna con angoli meravigliosi da scoprire, un susseguirsi di opere d’arte involontarie, talvolta bizzarre, altre volte imponenti, altre ancora romantiche e magiche. Come ad esempio, le Cascate del Niagara, una colata di calcite pura talmente bianca da brillare come un grosso diamante. E ancora, il castello della fatina, quello delle streghe, la Spada di Damocle, l’Obelisco, le canne d’organo, cammelli e dromedari e tutto ciò che la fantasia e l’immaginazione riuscirà a farvi vedere…
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La sala più bella? Decisamente quella delle Candeline. Magia pura. Ci si sente quasi storditi a guardarla.
©Piero Principi

©Piero Principi

La visita

Il parcheggio e la biglietteria si trovano a circa un chilometro dall’ingresso vero e proprio delle grotte, a cui si arriva – dopo aver acquistato il biglietto – grazie ad un servizio navetta gratuito. La visita è regolata da turni ben precisi, a frequenza variabile a seconda dell’affluenza, il cui orario è stampato sul biglietto che acquisterete.

Alle Grotte vi si accede solo tramite visita guidata. Ogni 10 minuti parte un gruppo di circa 50 persone, accompagnate da una guida professionale fornita dal Consorzio di Frasassi. Per entrare nel complesso ipogeo vero e proprio, si attraversa una galleria artificiale di circa 200 metri, intervallata da una serie di porte a tenuta stagna, che consentono di mantenere costante la temperatura interna (che è di 14°, quindi è indispensabile un maglioncino anche d’estate).

©Piero Principi

©Piero Principi

Il percorso visitabile è invece lungo circa 1 chilometro e mezzo e permette di esplorare, attraverso una serie di passerelle e gradini, cinque delle sette sale che compongono il complesso.  Come dicevo prima, è assolutamente vietato scattare fotografie (con o senza flesh) e toccare le concrezioni. Lungo il percorso, c’è una postazione per chi volesse una foto ricordo (scattata dal personale delle grotte) che, però, costa 7 euro.
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Oltre al percorso standard, esistono due percorsi alternativi, che permettono di accedere alle sale non visitabili tramite il normale itinerario turistico:
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  • Il Percorso Azzurro è il più facile ed è adatto a tutti, adulti e bambini, purché abbiano compiuto i 12 anni di età. Dura circa due ore e prevede brevi arrampicate, passaggi attraverso cunicoli, strettoie e scivoli naturali.
  • Il Percorso Rosso, invece, è indicato per chi ha già effettuato il percorso azzurro o per chi si sente particolarmente avventuroso. Della durata di circa 3 ore, prevede qualche difficoltà in più, come un “salto” di 30 metri (ovviamente da fare opportunamente imbragati), cunicoli da attraversare praticamente strisciando e salite particolarmente scivolose.

Qualche consiglio

Ed ora qualche mio personalissimo suggerimento, che troverete utile soprattutto se decidete di visitare le grotte con i bambini:

  • Se vi è possibile, organizzate la visita durante la settimana e/o in bassa stagione. La forte affluenza potrebbe rovinare il fascino del luogo e, se il gruppo è troppo grande, si rischia di non riuscire nemmeno a sentire la guida. Inoltre, poiché l’itinerario non è ad anello ma si ritorna esattamente attraversando lo stesso percorso dell’andata, si incontrano continuamente altri gruppi che arrivano dalla direzione opposta, con strattonamenti, persone che si innervosiscono e inevitabili rallentamenti. Di certo, non l’ideale, soprattutto se si è in compagnia di bambini.
  • Come potrete facilmente immaginare, all’interno del complesso non ci sono servizi igienici. Ma ne troverete sia presso il parcheggio/biglietteria, sia all’ingresso delle grotte. Non credo siano dotati di fasciatoio.
  • La visita dura poco più di un’ora. In caso di forte affluenza, potreste impiegarci anche due ore. Vi suggerisco quindi di portare acqua e qualche caramella, in caso di fame. Non è possibile introdurre cibo all’interno delle grotte.
  • L’itinerario è agevole e adatto a tutti, anche alle famiglie con bambini. I passeggini però possono essere utilizzati sono all’interno delle prime due sale, per via dei numerosissimi gradini presenti nelle sale successive. Quindi consiglio, per chi avesse bimbi che ancora non camminano, di munirsi di marsupio o fascia porta-bebè. Un po’ più complicato, invece, portarli in braccio, perché l’intera visita dura circa 75 minuti e oltre, in caso di giornate particolarmente affollate. Magari, se siete almeno in due adulti, potreste darvi il cambio e riuscire a completare il percorso senza anchilosarvi le braccia 😉
  • La temperatura all’interno è di circa 14°, con un alto tasso di umidità. Utilizzate un maglioncino anche d’estate ed indossate  scarpe con suola in gomma, per evitare di scivolare. Per i bimbi, consiglio eventualmente anche una mantellina antipioggia.

Buono a sapersi

  • Come arrivare: in auto, autostrada A14 (Bologna-Canosa), uscita Ancona Nord, Superstrada SS76 Ancona – Roma, uscita Genga (25 minuti d’auto dal casello autostradale). In treno, linea ferroviaria Ancona – Roma, Stazione Genga – San Vittore Terme. Aereoporto più vicino: Ancona – Falconara. Coordinate GPS: N 43° 24.243 E 12° 58.554
  • Dove parcheggiare: a circa un km dall’ingresso delle grotte, c’è un ampio parcheggio gratuito collegato alle grotte tramite servizio di navetta (anch’esso gratuito).
  • Orari: le Grotte sono aperte tutti i giorni, tranne dal 10 al 31 Gennaio. Dal 1 Marzo al 31 Ottobre, tutti i giorni con ingressi ogni ora dalle 10 fino alle 17. Dal 1 Novembre al 28 Febbraio, dalle 11.30 alle 15.30 nei giorni feriali e dalle 10 alle 17 Domenica e festivi. In caso di maggiore afflusso, vengono aggiunti turni intermedi. E’ necessario trovarsi in biglietteria 30 munuti prima dell’ingresso scelto o prenotato.
  • Prezzi biglietti: interi 15,50 euro, ridotti (militari di leva, over 65, speleologi, studenti universitari) 13,50 euro, ragazzi 6-14 anni 12 euro, bambini sotto i 6 anni gratuito. I biglietti comprendono la visita guidata alle grotte, parcheggio, il trasporto alle grotte con navetta l’ingresso al Museo Speleo-paleontologico di San Vittore e al Museo di Genga – Arte Storia Territorio. E’ possibile acquistare i biglietti anche online, in tal caso consiglio comunque di presentarsi alla biglietteria almeno 30 minuti prima rispetto all’orario prenotato.
  • Percorsi avventura: è necessario prenotare almeno una settimana prima, telefonando al numero verde 800 166 250 o o via email, scrivendo a booking@frasassi.com. Il Percorso Azzurro costa 35 euro a persona, mentre quello Rosso 45 euro. La quota include la guida e tutta l’attrezzatura necessaria, incluso tuta e caschetto protettivo.
  • Visite guidate in lingua: dal 1 Giugno al 30 Settembre, sono disponibili visite guidate in lingua Inglese, Tedesco e Francese, tutti i giorni alle ore 11:15, 12.45, 14.45 e 16.15.
  • Servizi: sia presso il parcheggio/biglietteria che presso l’ingresso delle grotte si trovano toilette e punti ristoro.
  • Itinerario weekend: per un’idea su cosa fare nei dintorni, guardate il nostro itinerario descritto in questo post.
  • Dove dormire: noi abbiamo soggiornato presso la Riserva San Settimio a circa mezz’ora d’auto.

Per maggiori informazioni

Grotte di Frasassi
60040 Genga – Ancona (Marche)
Tel 0732 90090 / 0732 90080
Numero Verde 800 166 250
Email: grotte@frasassi.com
Sito: www.frasassi.com

 

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12 Responses to E il sasso cadde giù per un tempo infinito: le Grotte di Frasassi

  1. Annalisa Rispondi

    27/05/2013 at 10:11

    Sono anni che desidero visitare queste grotte. Peccato non si possa fotografare: a Postumia non fanno problemi. Cerco sempre di organizzare una breve vacanza tra Recanati, Frasassi e il Conero…chissà se ce la farò!

    • Valentina Cappio Rispondi

      27/05/2013 at 13:37

      Si è un vero peccato, Annalisa. Non sai quanto avrei voluto fotografare- Però, in fondo, ne capisco il motivo. C’è tanta gente e il percorso da fare è molto stretto; spesso si incrociano gruppi che arrivano dalla direzione opposta e si fa fatica a passare. Qualcuno ovviamente c’è sempre che fa il furbo: si ferma e scatta foto a manetta. Ma, cosi facendo, rallenta tutto il gruppo.
      Cmq, se riesci, organizza. Sono dei luoghi meravigliosi. Io ci tornerei domani, anche perchè ci sono un sacco di cose che non ho visto… Un abbraccio cara

  2. Tiziana Rispondi

    27/05/2013 at 21:55

    Le grotte affascinano sempre e queste sembrano delle cattedrali tanto sono belle. C’è sempre mancato tanto così per andarci ma non abbiamo mai realizzato la visita. Hai descritto così bene la tua visita che hai riacceso quel desiderio irrealizzato. Quante utili informazioni.

    • Valentina Cappio Rispondi

      28/05/2013 at 05:43

      Sono davvero meravigliose Tiz. Sono sicura che ti piacerebbero! Un abbraccio forte…

  3. Giancarlo Cappanera Rispondi

    31/05/2013 at 12:12

    Nel sito web http://www.frasassigsm.com la vera storia della scoperta delle Grotte di Frasassi effettuata dal Gruppo Speleologico Marchigiano C.A.I di Ancona.

  4. Franco Patonico Rispondi

    01/06/2013 at 15:31

    Le ho visitate più di una volta, ma guardando le foto riesco a scorgere qualche particolare che prima non avevo notato. Come immaginare di vedere una figura nelle nuvole.Guardate ad esempio la foto della sala delle candeline: In alto a sinistra a me sembra di vedere un teschio. Ma sicuramente è soltanto l’emozione che oltre a stupire stimola la fantasia.

    • Valentina Cappio Rispondi

      03/06/2013 at 05:12

      Hai ragione Franco!! Penso davvero che le grotte siano un’esperienza meravigliosa, proprio per questo motivo. Osservandole si notano mille dettagli e ognuno di noi ci vede figure che magari altri non vedono… Fantastico no?

  5. Pingback: Le Grotte di Frasassi | Tips 4 Italian Trips

  6. Désirée Rispondi

    13/04/2015 at 22:42

    ciao mi è piaciuto tanto il tuo articolo. Io ho visitato le grotte da ragazzina con la mia famiglia e ho un gradevole ricordo…poi mi ricordo che ci fermammo vicino a un torrente ma non ricordo se era lì vicino. Inoltre ti volevo chiedere un’informazione visto che ci siete stati recentemente. Il prox 25/4, poiché la scuola di mia figlia (3^ elementare) per mancanza di fondi nn organizza la gita abbiamo pensato cn gli altri genitori abbiamo deciso di portarli alle grotte e di fermarci poi a fare un pic-nic. Ma lì nei pressi c’è un’area pic-nic attrezzata anche dotata di toilette ? Te lo chiedo anche perché se non ci fossero toilette sarei costretta a rinunciare per problemi personali.
    Purtroppo abbiamo dovuto scegliere quella data (incontreremo il caos vero?) per dare la possibilità a più genitori di venire e conta che alcuni lavorano ugualmente.

    • Valentina Cappio Rispondi

      14/04/2015 at 20:21

      Ciao Desirèe, grazie mille per la tua testimonianza e complimenti per la vostra bella iniziativa; davvero lodevole portare i vostri bimbi in gita e sopperire così alla mancanza di fondi. Nel piazzale dove si trova la biglietteria (e anche il parcheggio), ci sono una serie di chioschi e punti ristoro, bagni e tavoli e panche per mangiare. E c’è anche un prato adiacente al parcheggio. Non è un luogo immerso nella natura, nel senso che – essendoci biglietteria e parcheggio per le grotte – è abbastanza affollato; ma cmq è servito da ciò di cui avete bisogno. Nei dintorni, non so se ci siano altre aree attrezzate ma sono sicura che se chiami il call center delle grotte sapranno darti maggiori informazioni.
      Buon ponte!!

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