I Giardini di Broceliande: what if we, the able, were disabled in our 5 senses

Era un vecchio dal volto di tartaruga, il passo lento, le mani annodate di vene, lo sguardo d’acqua. Lo chiamavano il mago dei giardini, perché sapeva tutto di erbe e di stagioni, tronchi e innesti, nasturzi e anemoni, fioriture e ingiallimenti e letarghi. …  A chi gli domandava il segreto di un giardino, il vecchio rispondeva scuotendo il capo: “La felicità, l’amore, la speranza, la vita, per essere felicità e amore e speranza e vita debbono potersi coniugare con verbi al futuro. Così è qualsiasi giardino“.

Giovanni Arpino

les jardines de broceliande

Ai Jardines des Broceliande si respira felicità, amore, speranza e vita. Quando il vento spazza via il grigio delle nuvole e il sole risplende, i colori sembrano più vividi e i profumi più intensi. E’ anche per questo che i Giardini di Broceliande sono state una delle mete più belle del nostro viaggio on the road in Bretagna. Ma non solo per questo. Non solo per i suoi 24 ettari di fiori, erbe aromatiche, orti, frutteti, laghetti e giochi bizzarri.

les jardines de broceliande, Bretagna per bambini

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Non solo per gli animali che si possono osservare da vicino. Non solo per l’arte che si mescola alla natura.

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Ma, soprattutto, perché questo luogo sa dare memoria e futuro. La conoscenza nasce dalla curiosità e la curiosità viene stimolata da ciò che non ti aspetti.

jardines de broceliande, bretagna

Per capire meglio, bisogna che facciamo un passo indietro, fino alle sue origini. Questi giardini nascono nel 1993 da un’idea di Gérard Brière, con lo scopo di incentivare le prospettive lavorative delle persone diversamente abili. Appassionato di botanica, insieme ad un architetto e ad team di disabili, Gérard creò questo “agripark”, fondendo in maniera armonica la coltivazione di alberi da frutto con meravigliosi giardini ornamentali. Anno dopo anno, il Parco si arricchì di nuove piante, ma ciò che davvero rende unico questo luogo è il concetto alla base della sua realizzazione:  “what if we, the able, were disabled in our 5 senses“, ossia ” e se noi, persone abili, fossimo disabili nei 5 sensi

les jardines de broceliande

Da questo concetto, qualche anno fa sono nati due percorsi meravigliosi sensoriali

Il coraggio di camminare con gli occhi bendati

Il primo, lungo 200 metri, si chiama Awaken Your Senses e si percorre completamente bendati. U viaggio sorprendente attraverso la natura e alla riscoperta di se stessi. Nel buio più completo, si ritrovano materiali, sensazioni, suoni, odori.

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La percezione dell’ambiente e il senso dell’equilibrio vengono continuamente sfidati, messi in discussione, riscoperti. Lo scricchiolio della ghiaia, l’acqua spruzzata improvvisamente sul viso, il suono di animali, i pendii, i piccoli ostacoli da superare. Si viene continuamente stimolati all’immaginazione. E i cinque sensi si acuiscono.

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Camminare a piedi nudi per un km

Il secondo percorso sensoriale si chiama “Wake up your feet“: è un sentiero lungo un chilometro da percorrere a piedi nudi e con la mente aperta. Si cammina su trucioli di legno, paglia, pietre, carboni, bulloni, erba…

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Bretagna con bambini, les jardines de broceliande

bretagna con bambini jardines de broceliande

Si attraversa il fango e l’acqua.

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bretagna con bambini les jardines de broceliande

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Ci si perde in labirinti. Si salta. Si affonda nella sabbia.

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Si cammina in equilibrio su tronchi, si incontrano sugheri, pigne e subito dopo sterili pezzi di metallo… Forse per imparare a percepirne le differenze, il calore, la vita.

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Si passeggia sotto un pergolato di meli che improvvisamente spruzzano acqua sul viso. Si attraversano sentieri pieni di orme di animali e si impara a distinguerle.

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L’idea è tanto da sorprendere quanto di rassicurare. Per imparare (o re-imparare) a percepire il freddo o l’umido, il morbido e il ruvido, di osservare o giocare … Un totale di oltre 45 materiali da vivere a pieno contatto, per ritrovare una dimensione più vera.

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Per soffermarsi, rallentare. Ritrovare se stessi.

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Piccola nota a margine (non tanto margine!)

Abbiamo avuto la fortuna di percorrere questo sentiero insieme ad un gruppo di bambini diversamente abili che, per ovvi motivi di privacy, non ho ripreso con la mia macchina fotografica. Spero dunque di riuscire con le parole a trasmettervi ciò che un’immagine, o l’esperienza vissuta in prima persona, avrebbe sicuramente convogliato con molta più efficacia. Perché la vista di quelle persone così sensibili, così aperte verso la natura, così disponibili a vivere come un dono meravigliosamente straordinario ciò che noi, invece, pensiamo sia ordinario … lascia senza respiro.

Mentre la maggior parte dei bambini, per così dire “ordinariamente abili”, percorrevano il sentiero con fretta, semplicemente per arrivare alla meta… I bambini disabili lo facevano con estrema lentezza. Una lentezza che sprigionava tenerezza, amore. I loro gesti erano leggeri, delicati, concentrati. Ad un certo punto, gli è stato chiesto di appoggiare il viso contro il tronco di un albero. Lo hanno fatto senza riserve. Senza esitazione alcuna. Hanno accarezzato la terra, le pietre, la paglia, il fango. Come se ne avvertissero la sacralità e il calore. Annusavano l’erba, accarezzavano le foglie, le assaggiavano, se le passavano su viso e mani come fossero una crema miracolosa…

E il mio sentire, i miei occhi, il mio cuore erano unicamente rivolti a loro. Al loro “sentire”. Impossibile non paragonarli ai tanti bambini “ordinariamente abili”, spesso ormai già imbrigliati nei lucchetti della ragione, anestetizzati dalle emozioni, dal libero pensiero, dalla creatività e dalla curiosità, perdendo così per sempre la possibilità di dar sapore alla loro vita, di provare empatia, di trovare un equilibrio diverso, quello che permette di andare oltre.

In fin dei conti, la percezione è la prima forma di apprendimento per i bambini. Solo che, crescendo, l’abbandoniamo. E la ragione prende il sopravvento. Ma se proviamo a recuperarla e, soprattutto, se ci soffermiamo a cogliere le mille possibilità che la natura ci regala, allora il mondo diventa un caleidoscopio di emozioni, di cui  spesso perdiamole chiavi.

Informazioni pratiche per visitare il parco

  • Dove si trova: a circa 15 km da Rennes, in una piccola cittadina chiamata Bréal sous Monfort.
  • Orari apertura: dal 26 Marzo al 20 Ottobre, aperto da Martedì al Sabato dalle 13:30 alle 18:00 e Domenica e festivi dalle 11 alle 19; a Luglio e ad Agosto, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 19. Il percorso sensoriale da fare bendati “Active tes sens” – The ” Awaken your Senses” è aperto dalle 13:30 alle 17:00.  Dedicate alla visita almeno una mezza giornata.
  • Animali: i cani sono ammessi nei giardini
  • Costo biglietti: 8 euro adulti, 4 euro bambini dai 6 anni, gratuito per i bambini sotto i 6 anni. Biglietto famiglia: 18 euro.
  • Dove mangiare: nel parco, c’è un punto ristoro, aperto i fine settimana e tutti i giorni ad Agosto, ed un piccolo bar nei pressi dei Percorsi Sensoriali. A 2km dai giardini, potete usufruire di un ristorante vero e proprio (Restaurant le Pommeret, 51 Route de Montfort, Bréal-sous-Montfort, Tél : 00332.99.60.51.00) che però è chiuso nei fine settimana e ad Agosto. Noi abbiamo optato per un meraviglioso pic-nic nel bel mezzo della natura. Il parco mette a disposizione aree attrezzate con tavoli e panche ed un’area coperta, in caso di pioggia.
  • Il percorso Wake Up Your Feet: come avete letto, si percorre a piedi nudi. Le scarpe vengono lasciate in un piccolo padiglione a inizio percorso, dotato di armadietti con lucchetto (per liberare la chiave, va inserita una moneta da un euro che poi vi verrà restituita quando reinserirete la chiave). Vi suggerisco di lasciare nell’armadietto anche telefonini, portafogli e altri oggetti di valore, che potrebbero facilmente cadervi e andare persi lungo il percorso.
  • Altre attività: in estate, il calendario eventi è ricchissimo. Spesso, passeggiando tra i sentieri, vi imbatterete in opere d’arte ed esposizioni temporanee. Da metà Settembre a metà Ottobre, potete raccogliere e portare via le mele mature (attrezzatevi di cesti o sacchetti prima di arrivare al parco).
  • Parcabout: l’ultima parte del percorso sensoriale Wake up your feet è formato da un intrigo di reti sospese tra gli alberi. I bambini si divertiranno un mondo! Il parcabout è adatto a bimbi dai 6 anni in su (Alessio ne ha 5, ma l’ha percorso tranquillamente); per i più piccoli, per gli anziani, per chi è con i passeggini o per chi, semplicemente, non se la sentisse, c’è un sentiero alternativo… con i piedi per terra! 😉

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  • A proposito di passeggini: ho visto tante mamme incamminarsi lungo il sentiero con i passeggini; niente paura. Di fianco al percorso vero e proprio c’è comunque abbastanza spazio per percorrere i tratti più difficili (come il fango e l’acqua).
  • Per maggiori informazioni sui dintorni, visitate il sito dell’Ufficio Turistico (Office de Tourisme Intercommunal de Brocéliande) .
  • Dove dormire: vi consiglio fortemente l’hotel dove abbiamo soggiornato noi – l’ Auberge des Voyajoueurs , ossia la Locanda dei ViagGiocatori. Un albergo tanto insolito quanto meraviglioso, con oltre 500 giochi provenienti da tutto il mondo a disposizione degli ospiti!

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Mi piacerebbe tanto ripetere l’esperienza dei percorsi sensoriali per bambini. Magari in Italia. Se siete a conoscenza di parchi o giardini simili, me li segnalate nei commenti? Grazie di cuore!

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12 Responses to I Giardini di Broceliande: what if we, the able, were disabled in our 5 senses

  1. Alla ricerca di Shambala Rispondi

    29/08/2013 at 17:24

    ma che figataaaaaaa questo giardino/parco sensoriale!!! si può dire?
    visto che prima o poi la Bretagna mi capita a tiro, annoto subito la location
    bello bello bello

    • Valentina Cappio Rispondi

      29/08/2013 at 18:32

      Si può dire, si può dire! E’ davvero una meraviglia Monica!!! Ma la Bretagna è tutta bella! 🙂

  2. Lorena Rispondi

    29/08/2013 at 18:26

    Ma che meraviglia questo posto!!! Come l’hai scovato? Quanto vorrei andarci anche io con le bimbe!!

    • Valentina Cappio Rispondi

      29/08/2013 at 18:32

      Ciao Lorena! Mai dire mai! Magari potete organizzare una piccola fuga l’estate prossima. La Bretagna è davvero un posto stupendo per i bambini. Presto, vi racconterò di altri luoghi meravigliosi come questo. Un abbraccio!

  3. Francesca Patatofriendly Rispondi

    29/08/2013 at 20:24

    Fantastico!!!!!immaginavo che sarebbe stato un bellissimo viaggio per voi e questo post me lo conferma!! Lo annoto!

    • Valentina Cappio Rispondi

      29/08/2013 at 22:38

      Ciao Franciiiii!! Si è stato proprio un bel viaggio! E non vedo l’ora di raccontarvi il resto. Come non vedo l’ora di leggere le tue dritte sulla Croazia!! Un abbraccio cara

  4. Lali Rispondi

    03/09/2013 at 00:46

    Mi sono commossa cara Vale…. come avrei voluto condividere questa eseprienza con te… sono parole dolcissime e cariche di sentimento e passione… sei una persona e mamma bellissima Vale!! Sarebbe bellissimo se lo potessimo fare anche qui!!

  5. Pingback: In Bretagna, tra giochi, corsari e cavalieri | Blogmamma.it

  6. Claudia Rispondi

    06/06/2015 at 03:45

    Ciao, ti leggo con un po’ di ritardo temporale… sto cercando spunti per andare in Bretagna con la mia figli maggiore (quasi 8 anni)…

    Grazie per i consigli, provo a dartene uno anche io: a Genova e Milano, come esperienza sensoriale è possibile provare “Dialogo nel buio”, un percorso completamente al buio accompagnati da personale ipo o non vedente.

    Non è espressamente pensata per i bambini, ma io l’ho fatta con Anna l’anno scorso.

    Claudia

    • Valentina Cappio Rispondi

      08/06/2015 at 05:56

      Claudia grazie di cuore per questa segnalazione!! Mi piacerebbe tanto provarla. Ora cerco maggiori info ed organizzo con i bimbi. Grazie davvero!

  7. Francesca Rispondi

    25/03/2017 at 22:30

    Ciao! Innanzitutto grazie per il tuo diario di Viaggio…mi hai convinta a visitare la Bretagna con i miei piccoli ed è pieno di bellissimi suggerimenti!
    Il caso vuole che proprio oggi, prima di capitare sul tuo blog, ho letto la notizia di un parco simile appena aperto in Italia, in provincia di Viterbo. Si chiama proprio “Il parco Cinque Sensi” ed è un parco da visitare scalzi…
    http://www.eticamente.net/51942/il-parco-cinque-sensi-a-piedi-nudi-tra-le-meraviglie-della-natura.html

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