Silenzio. Qua c’è Verdi! – Intervista a Giuseppe Verdi –

Poi succede, un bel giorno, di passeggiare tra le campagne parmensi. Lì, dove in inverno c’è la nebbia e in estate le zanzare. Ma, tra la nebbia e le zanzare, si respira un’aria strana, bella. Di quelle che ti riempiono il cuore. Si, ci troviamo nel bel mezzo della Bassa Parmense, dove è nato il genio di Giuseppe Verdi, il Maestro.

Cosa c’entra Giuseppe Verdi con un blog di viaggi per bambini? C’entra eccome!

Ora provo a spiegarvelo: dovete sapere che, da qualche mese, ho l’onore di lavorare con un team meraviglioso su un progetto di promozione territoriale davvero straordinario: valorizzare le terre verdiane.

Non la solita promozione, però. Questo progetto va oltre. Molto oltre. Sarà un progetto che parte dal basso, “scritto” da chiunque ami questo grande musicista. Verdiani di qualsiasi età, nazionalità, status sociale si aggregheranno attorno ad un unico fuoco: #VerdiMuseum.

Ambizioso? Si. Complesso? Anche. Bellissimo? Di più. Talmente tanto che non trovo le parole per spiegarvelo. E allora lascio parlare lui. Il Maestro. Che per una volta, abbandona note e partiture, e comunica… con la tastiera del mio PC.

Maestro, ma che cos’è VerdiMuseum?

Sono io dentro a una App. Ma Vi pare che la mia storia, la mia musica, le mie eroine, potessero stare tutte tutte in una App, che pur essendo modesta, è pur sempre una App? No! Perciò SQcuola di Blog s’è inventata una cosa ben singolare: un museo diffuso. Che vuol dire: ovunque Voi siate, se avete un telefono di quelli moderni nel taschino, potete sapere se c’è qualcosa di me nei dintorni. Un luogo dove sono stato, un club di appassionati, un museo, un oggetto che mi sia appartenuto. Pensate un po’. Che miracoli questa moderna tecnologia!

Un altro portale su Verdi, insomma?

Giammai. Lì in VerdiMuseum ci sono le mie chiacchierate col Boito, sì, gli applausi per il primo Otello all’Opéra, ma soprattutto ciò che io sono nel 2014, quello che dicono di me non solo i musicologi ma anche e soprattutto il mio pubblico. Ecco, come mi vive il pubblico oggi: il tweet della Rebecca che ieri è andata all’opera con sua zia e ha scritto “#Verdi #Falstaff, ma come ha fatto un ottantenne a scrivere una roba così”. Ah, il segno # non è un diesis. È un hashtag, ci sono i social network oggi, mia cara, il mondo è cambiato. La rivoluzione si chiama geolocalizzazione.Voi che siete una turista moderna dovreste sapere.

Ma se La seguiamo sull’App, dove andiamo?

Scoprirete un territorio. Sarete viaggiatori migliori, avrete altre persone come voi che vi aiutano a muovervi. Prenda Busseto, Marca dei Pallavicino (ah, no, ora non più): c’è la casa in cui vissi con Margherita, mia prima adorata moglie, c’è la Biblioteca in cui studiai per iniziare ad essere ciò che sono, ma oggi ci sono ristoranti, alberghi, e in quella App qui trovate audioguide, itinerari, potete spingervi, addirittura, sino a Parma, e ancora più in là, a Milano, Parigi e  ovunque abiti il mio pubblico! Tutti possono essere parte di VerdiMuseum, tutti possono diventare turisti verdiani

E a che punto è il progetto, Maestro? Dove volete arrivare?

La piattaforma è pronta, in quattro lingue (più di quelle che conosco io) e la Fondazione Teatro Regio di Parma ha firmato una convenzione. Se il genio è prima di tutto sgobbare, a SQcuola hanno sgobbato: hanno setacciato il web per leggere tutto ciò che si dice su di me, han visto che cosa piace, che cosa vuole il mio pubblico, e poi sono andati nei miei luoghi… Vedesse i video! Tocchi lo schermo e pare di entrare a Teatro! Che tecnologie, le avessi avute io – pensi un po’ cosa mi viene in mente – Vi dico che secondo me Un giorno di Regno non sarebbe andato poi così male. Comunque il 27 giugno saran presentati a Parma app e crowdfunding, è in questa guisa oggi che si raccolgono fondi. Ah, se l’avessi avuto io, non avrei dovuto bussare a mio suocero Antonio!

Su via, Maestro. Prima di salutarci… mi sveli qualche trucchetto per avvicinare i bambini all’Opera!

Ouverture: iniziare dai suoni dei singoli strumenti pensandoli come fossero umani: il violino una bella damigella, l’oboe un duca grassottello…

Atto Primo: frequentare gli educational: Operakids (operakids.org), Operadomani (www.operadomani.org) Verdi Reloaded (www.toscaninieducational.it).

Atto Secondo: scegliere il titolo giusto e prepararlo bene prima, a casa, partendo dal libretto e disegnando i personaggi, reinventando i costumi: il mio Falstaff , non per vanto, è esilarante. Lo dice ancora oggi Rebecca nel tweet.

Sipario, applausi.

Testi di Paola Brianti e Valentina Cappio.

Vi abbiamo incuriosito? Domani, sul blog, qualche dettaglio in più!

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6 Responses to Silenzio. Qua c’è Verdi! – Intervista a Giuseppe Verdi –

  1. Paola Rispondi

    18/06/2014 at 10:33

    Grazie dell’ospitalità. Un onore prendere un tè qui, a casa di una signora di cotanta eleganza.

    • Valentina Cappio Rispondi

      18/06/2014 at 10:38

      L’Onore è tutto mio: il Maestro sul mio blog. E chi se lo sarebbe mai immaginato? Nemmeno nei miei sogni più arditi.

  2. Lisa Rispondi

    18/06/2014 at 10:44

    Bravissime queste due signore.
    Ma chi se lo sarebbe mai immaginato!

  3. Ale Rispondi

    19/06/2014 at 10:15

    B E L L I S S I M OOOOOOOOO
    Brave, brave brave entrambe!! Parma è vicina e nonostante nebbia e zanzare (troppo vero!!!!) ho una grandissima voglia di vederla e conoscere LUI!!!

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