Come nel Libro della Giungla. La Riserva Naturale di Lokobe.

Meravigliosa avventura nella Riserva di Lokobe, una foresta di ben 740 ettari, raggiungibile solo in piroga. Un universo incontaminato in cui vivono lemuri, camaleonti, rettili, insetti ed uccelli tropicali.

La piroga scivola silenziosa e veloce sull’acqua immobile come olio. Incredibile come questa piccola e sottile barchetta di legno riesca a tenersi in stabile equilibrio con cinque persone a bordo!

riserva di lokobe

Il bilanciere laterale sembra quasi accarezzare l’Oceano Indiano, mentre Paul e Antonie – i nostri accompagnatori – affondano con energia la corta pagaia nell’acqua. Destra, sinistra, destra, sinistra. Il ritmo è frenetico, ma i bimbi si adattano subito e si divertono un mondo, eccitati da questa ennesima avventura in Madagascar.

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Paul ci spiega che bisogna superare in fretta il tratto di mare che ci separa dalla Riserva di Lokobe, prima che la bassa marea lo trasformi in una immensa distesa di fango.

Attraversiamo le mangrovie e osserviamo sfilare davanti ai nostri occhi enormi spiagge deserte, palme e le prime propaggini della grande foresta che occupa gran parte della zona sud-est dell’isola di Nosy Be, la principale meta balneare del Madagascar.

riserva lokobe mangrovie

Il silenzio è irreale.

riserva di lokobe mangrovie

La nostra meta è il villaggio di Ampasipohy, porta d’accesso alla Riserva, raggiungibile soltanto via mare.

Dopo un’oretta circa di piroga, avvistiamo un gruppo di donne e bambini sulla spiaggia. Giocano e cantano, qualcuno trascina nel mare grosse reti per pescare quello che sarà il pranzo della giornata. Si, siamo proprio arrivati a Ampasipohy, un tradizionale villaggio malgascio dalla caratteristica organizzazione tribale.

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Ci accoglie il capo villaggio, il quale regola gli ingressi alla riserva e riscuote il denaro.

riserva di lokobe capo del villaggio

Dopo una foto di rito con questo simpatico signore che non parla però una parola d’inglese (e forse nemmeno di francese), incontriamo la nostra guida: un giovane dal visto aperto e dolcissimo.  Si chiama Olive, è nato e cresciuto qui (infatti parla uno stentatissimo inglese) e conosce perfettamente la foresta e i suoi abitanti.

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Pensa che mentre noi siamo coperti e super attrezzati, lui cammina a piedi nudi. L’unico orpello che si concede è un ramo spezzato che usa per indicarci tutto ciò che d’interessante la foresta ha da offrire ai nostri occhi curiosi.

Olive ci spiega che dobbiamo camminare in silenzio, per non spaventare gli animali che qui vivono in assoluta libertà, per cui vanno cercati con attenzione e con pazienza (anche perchè spesso si mimetizzano tra la vegetazione).

Occhi e mente aperti, dunque. Questo è il segreto per visitare la Riserva di Lokobe, per sentirsi parte di essa, per immergersi nelle sue storie.

E così… ci imbattiamo nella prima… “storia”: un gruppetto di lemuri sui rami. Siamo fortunati! Perché si tratta dei rarissimi lemuri neri. Per farli avvicinare, la guida prova ad attirarli con uno strano richiamo. Non abboccano. Ma noi godiamo comunque della loro incantevole compagnia per qualche minuto.

lemure nero

Durante l’escursione avvistiamo, in realtà, diverse specie di lemuri. Come ad esempio i lemuri notturni, che vediamo dormire (rigorosamente a occhi aperti!).

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E il famoso lemure macaco.

macaco lemure

I lemuri sono gli animali più rappresentativi del Madagascar, perchè vivono solo qui e in nessun’altra parte del mondo! Queste simpatiche proscimmie, che hanno una vita media di 30 anni, sono mammiferi innocui e facilmente addomesticabili, si nutrono di frutta e vivono in piccole comunità sugli alberi, spostandosi con notevole abilità da un ramo all’altro grazie alla grossa coda prensile.

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Continua la nostra escursione e ci imbattiamo in un’altra “storia”: un enorme e spaventoso ragno!

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Subito dopo, l’incontro forse più curioso: il camaleonte più piccolo del mondo e poi un minuscolo geco. I camaleonti, così come i gechi, sono molto frequenti in tutto il Madagascar e se ne trovano di diverse specie. Ma per vederlo occorre una notevole abilità visiva, tale da riuscire a superare il suo celebre adattamento mimetico ai colori dell’ambiente.

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Dopo aver avuto un assaggio del microcosmo della Riserva, per un po’ non incontriamo altri animali. In compenso, Olive e Paul ci mostrano le piante probabilmente ultracentenarie che affollano la foresta.

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E ci raccontano che alcune di queste vengono tutt’oggi usate dai malgasci per curare disturbi e malattie.

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Osserviamo palissandri, alberi di ebano, acacie, copok, filaos (una varietà locale di pino), conifere, buganvilles coloratissime, banani e ficus dalle enormi radici aeree. Per non parlare delle palme, una fra tutte la  ravinala – meglio nota come “la palma del viaggiatore”–  endemica del Madagascar e dalla caratteristica forma a ventaglio. La nostra guida ci spiega che si chiama così perchè ha il tronco pieno d’acqua: un tempo i viaggiatori assetati, bucandolo con il macete, facevano sgorgare l’acqua per dissetarsi.

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Queste palme vengono usate tutt’oggi per innumerevoli scopi, soprattutto per costruire le capanne dei villaggi.

Abbiamo anche visto diverse piante di jack-fruit (un tipico frutto esotico), ananas, vaniglia e pepe, che qui crescono spontaneamente. I profumi sono intensissimi e i colori straordinari!

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Improvvisamente, la guida ci fa segno di stare in silenzio e di guardare in alto. Su di un ramo, ad una ventina di centimetri dalle nostre teste, vediamo un grosso esemplare di boa costrictor strisciare sinuoso.

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E, subito dopo, nascosto tra le pietre, Olivo trova un serpente appena nato. Incredibile quanto possano crescere nel giro di poche settimane!

La prossima scoperta la dobbiamo a Paul: un vero scorpione! Meravigliosa e dolcissima, invece, la rana più piccola del mondo.

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Rientriamo lentamente al villaggio e, sul sentiero che porta alle capanne, facciamo un ultimo meraviglioso incontro: un altro splendido e coloratissimo esemplare di camaleonte.

camaleonte

La gita si conclude con una freschissima merenda a base di ananas e banane. Poi, pronti di nuovo per pagaiare!

Il ritorno in piroga però ci riserva un’ennesima sorpresa: a seguito della bassa marea infatti il mare è letteralmente scomparso e le lake si adagiano su un fondo di sabbia e di fango esteso a perdita d’occhio, con un gruppo di aironi intenti a cibarsi di alghe e di molluschi. Impareremo a nostre spese quanto sia faticoso procedere su queste sabbie mobili…

riserva di lokobe fango

Ma ci consola la convinzione che dopo aver visitato Lokobe è facile immaginare come potesse essere il Paradiso Terrestre. E per i bimbi camminare nel fango è stata la degna conclusione di una magnifica avventura!

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La mia, invece, è stata scattare l’ultima fotografia della giornata ad un albero di baobab. Il sogno di una vita!

baobab

La Riserva di Lokobe – informazioni pratiche

Come arrivare alla riserva di lokobe

Arrivare alla Riserva di Lokobe è di per se già una mezza avventura: l’ingresso alla foresta è infatti raggiungibile solo via mare.

Ovunque si trovi il tuo alloggio, è necessario raggiungere con un auto il villaggio di pescatori di Ambatozavavy, nella parte sud di Nosy Be.

riserva di lokobe

Da qui ci si imbarca su una piroga tradizionale e, remando, si attraversano le mangrovie fino a raggiungere la riserva Est di Lokobe, nel villaggio di Ampasipohj.

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Il villaggio rappresenta la porta di accesso alla riserva. Dopo aver espletato le formalità con il capo villaggio (che consiste essenzialmente nel pagare l’ingresso), in compagnia della guida si entra nella foresta per una escursione di circa due ore.

È adatta ai bambini?

Se avessi potuto fare un’unica escursione a Nosy Be, avrei senz’altro fatto questa: la Riserva di Lokobe. Credimi, è un’avventura sensazionale per grandi e per piccini!

Forse, fra i turisti italiani non è tra le escursioni più gettonate: i più preferiscono il bianco e l’azzurro delle isole quasi caraibiche al largo di Nosy Be. Bellissime anche quelle, senza ombra di dubbio (e te ne parlerò prestissimo). Ma l’entroterra malgascio regala una palette di colori ed emozioni davvero incredibili.

L’escursione non presenta nessuna difficoltà e non richiede nessun tipo di attrezzatura particolare (a parte scarpe comode e pantaloni lunghi). Si cammina tra le due e le tre ore sempre in piano ed è quindi una passeggiata davvero alla porata di tutti. Parliamo comunque di una foresta primaria, con sentieri a volte poco visibili, tra l’altro raggiungibile solo a bordo di barchette strette e lunghe, per cui no ai passeggini; eventualmente prediligi un marsupio o uno zaino porta-bimbo.

Cosa portare alla riserva di lokobe

Come ho raccontato poco fa, la foresta si raggiunge unicamente via mare. Parti, dunque, indossando abbigliamento da spiaggia (costume, pantaloncini e infradito), in quanto a bordo della piroga ci si bagna facilmente e si cammina comunque nell’acqua. Non dimenticare cappellini, occhiali da sole e abbondante crema solare, soprattutto per i bambini. Il viaggio in piroga dura un’oretta e il sole che riflette nel mare può diventare fastidioso in breve tempo!

Porta anche uno zaino in cui metterai il “cambio da foresta“: pantaloni lunghi, maglietta a maniche lunghe (entrambi possibilmente di colore chiaro) e scarpe da ginnastica o da trekking. Io ho fatto indossare ai bambini la maglietta a maniche lunghe già in piroga, per attutire gli effetti del sole sulle spalle e per velocizzare il cambio abiti una volta nella foresta.

Non dimenticare il repellente per insetti, che va spruzzato abbondantemente prima di entrare in Riserva, la quale – come immaginerai –  è piena di insetti (incluso zanzare nei pressi di ristagni d’acqua). Come ho già spiegato nella mia guida sul Madagascar con bambini, in questo Paese la malaria è purtroppo una malattia endemica (portata proprio da una particolare tipologia di zanzare), per cui bisogna prendere tutte le precauzioni del caso, soprattutto se si visita l’entroterra. [Per approfondimenti sulla profilassi antimalarica per gli adulti e peri bambini e per alcuni consigli sui migliori repellenti, ti rimando al mio articolo dedicato].

Se puoi, porta con te anche dolcetti, caramelle, palloncini e matite colorate. In entrambi i villaggi, incontrerai sicuramente bambini di tutte le età che si illumineranno come se fosse Natale di fronte ad un semplice biscotto. Una bella lezione di vita anche per i nostri figli.

Come organizzare un’escursione alla Riserva di Lokobe

Con hotel o resort in cui si alloggia

Nella maggior parte degli alberghi e dei resort di Nosy Be, la Riserva di Lokobe fa parte delle escursioni proposte. In questo caso, l’organizzazione è curata direttamente da loro e comprende il trasferimento fino al villaggio, la traversata in piroga, l’ingresso in riserva, la guida, acqua minerale in abbondanza e una merenda a base di frutta se si opta per l’escursione di mezza giornata, oppure pranzo malgascio se si sceglie l’escursione che dura una giornata intera (normalmente fino alle 16).

Noi abbiamo visitato la Riserva di Lokobe, partecipando ad un’escursione organizzata dalla struttura in cui alloggiavamo (il Veratour Palm Beach Resort).

I Beach Boys o le agenzie locali

Un’altra opzione, meno cara ma che offre anche meno garanzie di sicurezza, è appoggiarsi ai famosi Beach Boys, ragazzi locali che sicuramente incontrai in spiaggia se non già all’arrivo in aeroporto (saranno loro a trovare te, non preoccuparti!). Generalmente, i Beach Boys offrono più o meno le stesse escursioni proposte da hotel e resort, ma – avendoli conosciuti di persona – personalmente li ho trovati un po’ improvvisati, spesso con mezzi vecchi e poco manutentati e senza particolari competenze. Le persone che si sono appoggiati a loro be hanno comunque parlato bene.

Una terza alternativa sono le agenzie turistiche locali. Ce ne sono diverse, dislocate in vari punti dell’isola. Qualche nome da appuntarsi (io non ho però avuto nessuna esperienza diretta, per cui non saprei consigliarti a tal proposito): Kokoa Travel (www.kokoa-nosybe.com) ad Ambatoloaka; Evasion Sans Frontiere (www.mada-evasion.com) ad Hell Ville; Green Adventure (greenadventures@hotmail.it) sempre ad Hell Ville; quest’ultima è gestita da un naturalista italiano – Luca Rossetti – di cui parlano tutti molto bene.

Organizzare l’escursione autonomamente

L’ultima opzione è organizzare la gita in autonomia, ma avrai comunque bisogno di una guida, la cui presenza è obbligatoria per visitare la Riserva di Lokobe. Gli unici conisigli che mi sento di darti è di fare approfondite ricerche sulla guida a cui ti appoggerai e, soprattutto, negozia sempre il prezzo e non pagare mai anticipatamente. Nella maggior parte dei casi, infatti, il prezzo richiesto è sempre più alto di quello che effettivamente andrebbe pagato. Inoltre, non pagare anticipatamente ti dà un minimo di garanzia sulla qualità del servizio effettuato dalla guida. Se insistono nel pagamento anticipato, concorda un acconto. Il saldo a escursione avvenuta.

Le guide della Riserva di Lokobe

Qualsisi sia la modalità con cui organizzerai l’escursione, credimi, la differenza la farà la guida che ti accompagnerà. Si tratta quasi sempre di persone del vicino villaggio, nate e cresciute tra questi alberi e questi animali. Conoscono i loro richiami, le loro abitudini, i luoghi di riposo prediletti. E, soprattutto, hanno un occhio allenato.

In linea generale, infatti, gli animali vivono nella foresta in assoluta liberà. E pertanto bisogna cercarli. Non c’è nessuna sicurezza di avvistarli; ma – accompagnati dalla persona giusta – sicuramente farete splendide scoperte.

Però… c’è sempre un però. Sono certa che qualche comparsa a beneficio dei turisti viene sicuramente organizzata. Il famoso boa costrictor che abbiamo visto e fotografato, ad esempio, pare sia stato visto e fotografato esattamente sullo stesso ramo da altre decine di persone, andate nella foresta in momenti diversi.

Inoltre, qualche considerazione sulle guide… Purtroppo, ogni mondo è paese. E sono sempre le persone a fare la differenza. Puoi infatti incappare in guide sensibili e profondamente rispettose della foresta oppure in persone con pochi scrupoli e votati al solo profitto. Se, quindi, organizzi la tua escursione in autonomia, fai qualche ricerca approfondita online prima di rivolgerti a questa o quella guida.

La maggior parte delle guide turistiche ad esempio, inclusa la Lonely Planet, suggerisce un certo Jean Robert, il quale pare conoscere profondamente la Riserva. Purtroppo, ho anche letto qualche critica molto aspra nei suoi confronti, soprattutto per quel che concerne il poco rispetto che ha verso piante ed animali; pare ad esempio che – durante le visite nella foresta – scuote gli alberi o abbassa i rami per mostrare meglio gli animali ai turisti, spaventandoli e disturbando il delicato equilibrio della foresta. Non so se sia vero o meno; cito la cosa solo per spronarti ad informarti bene, magari mettendo a confronto diversi pareri.

Detto ciò… buona escursione. Mi raccomando, se decidi di organizzare un viaggio a Nosy Be, non tralasciare la Riserva di Lokobe!

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