Memorie casertane: il Presepe Vivente di Vaccheria

Il Presepe Vivente della Vaccheria… Me lo ricordo ancora. Ero una ragazzina e lo andavo a vedere tutti gli anni con la mia famiglia. Il “cuoppo” di fritto misto napoletano che, immancabilmente, compravamo alla fine del percorso, il freddo pungente, il buio illuminato solo da candele, torce e fuochi, le note degli zampognari che riempivano l’aria…

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Non è cambiato molto. D’altra parte, la tradizione è la vera forza di questi eventi. Si viene catapultati nel passato, in una dimensione parallela, tanto vera quanto quella reale. Ricordo come se fosse ora la folla. Ed il mio papà che mi portava sulle spalle: mi sentivo una principessa.

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Ritornarci con i miei figli è stata un’esperienza meravigliosa. Forse per il particolare valore affettivo che provo per questi luoghi, per l’atmosfera verace che vi si respira, per il calore delle persone…

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Adoro il Presepe Vivente di Vaccheria. Ci ritrovo me stessa. Le mie origini. Ritrovo i sapori ed i colori della mia terra.

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Il Presepe si snoda per circa due chilometri tra le stradine del borgo e nel bosco adiacente. Centinaia di figuranti, quasi tutti abitanti del luogo, fanno rivivere la natività, rivisitandola in chiave partenopea. Le immagini e le scene, infatti, riprendono le usanze e le tradizioni della Napoli del ‘700.

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C’è il sarto, la ricamatrice, il fabbro, il falegname, il pastore, il taglialegna, la fruttivendola, il panettiere, il pittore. C’è chi carda la lana, chi lava il bucato, chi macella il maiale, chi urla a squarciagola tentando di vendere numeri della lotteria.

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Ci sono vecchi, bambini, adolescenti. E tanti animali: galline, capre, asinelli, struzzi, persino dei lama.

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C’è la vecchia locanda, l’ubriacone arrabbiato, il damerino seduto al tavolo.

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E, naturalmente, c’è la capanna dove è nato Gesù Bambino…

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Tra l’altro, alcune signore indiavolate tra la folla, armate di macchina fotografica e telefonino, mi rivelano (dopo avermi quasi fatto volare dallo steccato), che la figura di Giuseppe è in realtà impersonificata da un famoso attore di soap opera. Non ho ben capito il nome e perdonatemi se non lo conosco, pur apprezzando la faccia belloccia… voi lo riconoscete?!

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Bé, avete tempo fino al 6 Gennaio per ammirarlo dal vivo, per confondervi tra la folla e le comparse, per immergervi nelle veraci tradizioni napoletane, per apprezzare i profumi e i colori di questa terra così contraddittoria. Insomma, se siete dalle parti di Napoli, spingetevi fin nell’entroterra casertano e andate a vedere il Presepe Vivente di Vaccheria. Andate a respirare l’amore e l’orgoglio che la gente del luogo ancora prova per le proprie antiche radici. Non ve ne pentirete.

Presepe Vivente Vaccheria: informazioni pratiche

  • Per arrivare: Vaccheria è una frazione collinare di Caserta, città campana ad una trentina di km da Napoli, famosa soprattutto per la sua meravigliosa Reggia. Per arrivare al presepe, consiglio fortemente l’uso di un’auto propria, in quanto i mezzi pubblici da queste parti sono limitati, soprattutto nelle feste, e poco efficienti. Indicazioni stradali: autostrada A1, uscita Caserta Nord; subito dopo il casello, girate a sinistra e seguite le indicazioni per San Leucio. Una volta arrivati nella frazione di San Leucio, proseguite per un altro chilometro circa, fino a trovare sulla vostra sinistra un grosso cancello che delimita, appunto, il confine della Vaccheria. Superatelo e parcheggiate.
  • Parcheggio: durante la manifestazione, c’è personale preposto al parcheggio; seguite le loro indicazioni. Vi consiglio comunque di arrivare una mezz’oretta prima dell’apertura del presepe, al fine di trovare più agevolmente posto.
  • Biglietti: 4 euro a persona; gratuito per i bambini sotto i 6 anni.
  • Giorni di apertura ed orari:  4, 5 e 6 Gennaio,  dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e, nel giorno della Befana, quando arriveranno i Tre Magi, sarà possibile visitarlo anche dalle ore 11:00 alle ore 13:00.
  • Passeggini: il Presepe Vivente si snoda nel bosco; quindi lungo un percorso non asfaltato, ma assolutamente fattibile per i passeggini. Tenete presente che l’affluenza è notevole; avrete qualche difficoltà soprattutto all’inizio del percorso, che fa un po’ da imbuto. Superate le prime tappe del Presepe, la gente si disperde e potrete ammirare con più calma ciò che vi circonda.
  • Servizi: ahimè, non ho visto bagni pubblici nè spazi preposti per cambio pannolini e/o allattamento; in piazza, poco prima della biglietteria, c’è un tendone che funge da punto ristoro. Eventualmente potete appoggiarvi lì se dovete allattare o cambiare il vostro bambino.
  • Sito dell’evento: prolocovaccheria.it
  • Itinerari: per qualche suggerimento su itinerari da fare a Caserta, vi consiglio di dare un’occhiata qui; presto, invece, sul blog, un’idea weekend nella meravigliosa Napoli.
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