Natale in Provenza con bambini

Non è la prima volta trascorriamo una vacanza in Provenza con bambini. Per noi, questo luogo è davvero un angolo pieno di meraviglie. Ci piace così tanto che, anche se non rappresenta la meta finale del nostro viaggio e magari è di passaggio durante i nostri spostamenti, non riusciamo a non fermarci almeno un giorno. Impossibile arrivare fin qui senza scoprire ogni volta nuove indimenticabili eccellenze: monti, mari, spiagge, mondanità, arte e, prime fra tutte, le tradizioni secolari. E come non innamorarsi della Provenza durante il periodo natalizio, se questa regione della Francia è già di per sé così speciale?

Lasciamo contare i bambini fino a 13, sarà il numero magico della vacanza! Perché proprio tredici? Tredici come Gesù e i dodici apostoli durante l’ultima cena. Cosa significa? Lo scopriamo presto!

Le tradizioni natalizie in Provenza sono molto forti e radicate nei secoli, tanto che gli abitanti si ritrovano ogni anno a ripetere nelle loro case gesti e usanze le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Il grano di Santa Barbara, le Pastorali, le Gros Souper, i Santon. Non basta una vacanza per scoprire tutto, ma noi ci abbiamo provato!

Natale in Provenza: primo giorno

Partiamo il 21 dicembre e, dopo una veloce sosta in Liguria per dormire, ci alziamo molto presto e ci rimettiamo in viaggio: io adoro attraversare i pittoreschi paesini francesi nelle prime ore del mattino, con le strade semivuote e il buio interrotto solo dalle luminarie e dalle luci delle boulangerie, che sono già lì pronte a servire croissant, pain au chocolate e baguette appena sfornati!

Dopo un bel po’ di chilometri, finalmente raggiungiamo la prima tappa del nostro viaggio natalizio in Provenza: Saint Rèmy de Provence, che si trova nel dipartimento Bouches-du-Rhône! Troviamo un parcheggio e mentre ci rechiamo in centro notiamo una moltitudine di persone in costume folkloristico… chissà perché! Ve lo racconterò fra poco.

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Raggiungiamo place de la République e qui scopriamo la prima delle tante e meravigliose tradizioni natalizie della Provenza: i Santon! La parola ha origine da santoun, che vuol dire “piccolo santo” in lingua provenzale. Si tratta di statuine di terracotta, lasciate grezze o dipinte, utilizzate per realizzare i presepi.  Al Le Petit marché du Gros Souper in place de la République ce ne sono tantissimi e per tutti i gusti!

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Il mercato coperto è un esplosione di sapori e di arte. Santon, manufatti e leccornie riempiono i nostri occhi. Incuriositi e ammirati dal nostro primo assaggio di Noël en Provence, ovvero del Natale in Provenza, veniamo a sapere che per le graziose vie del paesino sta prendendo vita la Respélido Provençalo, una sfilata in costumi tradizionali. Lasciamo il mercatino, e, velocemente, ci spostiamo nelle viuzze del centro.

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E alla fine del percorso, i figuranti si recano tutti in piazza per il Feu de la Saint-Jean d’Hiver. C’è già pronto il palco da dove una simpaticissima signora introduce lo spettacolo. Non conosciamo il francese, ma vi assicuro che è stato veramente bello! Rappresentazione teatrale, l’accensione del fuoco e le danze: eccola qui, l’atmosfera natalizia della Provenza! La sentiamo scorrere nelle vene e ci riscalda il cuore!

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Natale in Provenza: secondo giorno

Per la notte sostiamo a Pertuis, e, anche se è ormai tardi, usciamo per una passeggiata in centro. Arriviamo nella grande e bella place Mirabeau. Le vie sono illuminate a festa anche se immerse nel silenzio. Non possiamo vedere il Vieil Étal, un banco di macelleria dell’XI secolo, nè l’Eglise de St-Nicolas, ma sarà per un’altra volta.

La mattina seguente ci dirigiamo verso Saint Saturnin lès Apt: non può non piacere, è impossibile! Siamo nel dipartimento della Vaucluse. Arrivando si avverte quell’atmosfera tipica dei paesini un po’ isolati, che però riescono a conquistare il turista. Viuzze che si inerpicano fin su al Castello, e da qui altro che meraviglia: un panorama straordinario.

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E poco distante dal castello la vecchia diga. Non aggiungo altro: solo la foto!

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Ancora un po’ più avanti il vecchio mulino a vento del XVII secolo. Un tempo ce n’erano quattro, ma oggi dobbiamo accontentarci vederne uno solo. E anche da qui un panorama bellissimo. Le stradine del paese ogni tanto ci propongono bei portali di antiche case, una fontana storica e scorsi caratteristici.

Ma l’appuntamento che oggi attendono con ansia tutti i bambini locali è in place Gambetta, dove nel pomeriggio partirà il corteo di Babbo Natale, Père Noël in francese, che attraverserà il paese insieme ad asini, pecore e cavalli. Dopo il corteo, è possibile visitare il presepe in chiesa e assistere ai fuochi d’artificio, magari degustando vin chaud, il vin brulè provenzale, nella sala delle feste.

Non, però, aspettiamo la parata perchè vogliamo arrivare a Fontaine de Vaucluseprima che finisca questa seconda nostra giornata provenzale.

Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;

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Francesco Petrarca abitò molto tempo qui e si dice che il torrente Sorga (Sorgue) lo abbia ispirato per la famosa “Chiare, freshe e dolci acque”, dedicate a Laura. La frescura arriva lungo la strada che porta verso la sorgente.

 

Purtroppo visitiamo il paesino abbastanza velocemente: il tempo è tiranno e c’è un angolino di questo paese che non vogliamo proprio perdere: il Museo dei Santons e delle tradizioni provenzali! Riscendendo verso il centro città, si può attraversare e scoprire una fabbrica di carta artigianale e una galleria con bellissimi negozi di souvernir: ci facciamo prendere dalla tentazione di qualche acquisto.

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All’ingresso del Museo dei Santons c’è una signora che ci accoglie con uno splendido sorriso ed una simpatia indimenticabile. E qui scopriamo un’altra tappa da non perdere per chi vuole conoscere le tradizioni locali.

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Ed è qui che scopriamo il significato del famoso numero tredici, come Gesù e i dodici apostoli durante la cena e come lei Tretze dolci, i Tredici dessert. La tavola di Natale qui viene imbandita rispettando delle tradizioni che si tramandano da un tempo ormai immemorabile.

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Si prepara il giorno della vigilia e rimane sul tavolo per ben tre giorni. I tredici dessert vanno mangiati dopo la messa della mezzanotte e ognuno ha un significato:

  • la Pompe à l’huile (chiamata amche Gibassier o focaccia), una torta a base di farina, olio d’oliva, zucchero di canna e aromatizzata con fiori d’arancio. Non va tagliata con il coltello, ma spezzata con le mani come fece Gesù con il pane durante l’ultima cena
  • il Torrone bianco, che rappresenta il bene
  • il Torrone nero, che rappresenta il male
  • ci sono poi i quattro mendicanti: fichi secchi (Francescani), mandorle (Carmelitani), uva passa (Dominicani) e noci (Agostiniani)
  • e per finire i sei frutti: datteri,  simbolo del Cristo venuto dall’Oriente, il Melon de Noël (lou verdau, melone invernale), le prugne,l’uva bianca, le mele, le pere invernali, gli agrumi e la marmellata di mele cotogne.

Sulla tavola anche tre ciotole che ricordano tanto gli esperimenti dei bimbi che si facevano una volta. Batuffoli di cotone inumiditi sui quali ogni anno il 4 dicembre si adagiano i chicchi di grano: è il grano di Santa Barbara, blé de la Sainte-Barbe. Le ciotole, tre come la Trintità, rappresentano la salute, il denaro e la fertilità.

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Il resto del Museo ci rapisce fino all’orario di chiusura. Che meraviglia il presepe più piccolo del mondo: sta tutto dentro il guscio di una noce. E poi, voi ve li sareste aspettati Don Camillo e Peppone immortalati come Santons in Provenza?

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Termina qui il nostro breve viaggio con bambini in Provenza, durante il periodo natalizio.

Informazioni sulle varie tappe:

Saint Rèmy de Provence: quest’anno,il tradizionale mercato si svolgerà dal 19 dicembre, a partire dalle ore 14, fino a domenica 21 dicembre. Il Feu de la Saint-Jean d’Hiver ci sarà domenica 21 dicembre

Saint Saturnin lès Apt: la Parata di Babbo Natale (Parade du Père Noël) ci sarà il 23 dicembre alle ore 17

Fontaine de Vaucluse: il Museo dei Santons e delle tradizioni provenzali è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18

 

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