Lezioni di fotografia 2: l’inquadratura e la regola dei terzi

Se ricordate, nel nostro primo appuntamento abbiamo parlato delle scelte che un fotografo deve effettuare prima del fatidico click. La scelta più importante è sicuramente la composizione dell’immagine, che va dalla scelta del formato al posizionamento del soggetto nell’inquadratura.

Per quanto riguarda il formato, fondamentalmente bisogna scegliere tra quello orizzontale e quello verticale.

Il formato orizzontale è sicuramente quello più classico ed è particolarmente adatto per le riprese generiche e per i paesaggi, tanto che in Inglese questo formato è tradotto in “landscape” (paesaggio, appunto). Al contrario il formato verticale si adatta meglio ai ritratti, semplicemente perché esso permette di riempire l’inquadratura con il volto di una persona. Ah, guarda caso in Inglese il formato verticale è denominato “portrait” (lascio a voi la traduzione ).

Questa distinzione classica tra il formato orizzontale e quello verticale è legata al nostro modo di vedere. Quando siamo di fronte ad un paesaggio il nostro sguardo è guidato dalla linea dell’orizzonte, motivo per cui la visione in questo caso è assimilabile ad un rettangolo orizzontale con i bordi sfocati. Viceversa, quando siamo di fronte ad una persona, il nostro sguardo è attratto sulle prime dagli occhi e poi scende giù verso la bocca, il mento e poi il collo (e mi fermo qui!!). La direzione prevalente dello sguardo è, in questo caso, verticale.

In definitiva, al fine di riempire l’inquadratura nel modo più efficace possibile, è bene utilizzare un formato orizzontale per i soggetti di cui si vuole enfatizzare la caratteristica di allungamento orizzontale, o quando si vuole dare una sensazione di ampiezza della vista. In caso contrario si utilizza un’inquadratura verticale.

Un altro motivo che può spingerci a scegliere un formato piuttosto che un altro è quando riprendiamo un soggetto in movimento. In questo caso sarà la direzione prevalente del movimento a dettare la scelta dell’orientamento della fotocamera. Se mi trovassi a fotografare un’auto di Formula 1 in corsa, molto difficilmente sceglierei un formato verticale, che invece probabilmente preferirei se dovessi fotografare un fiore completo del suo gambo.

La seconda scelta relativa all’inquadratura riguarda il posizionamento del soggetto nel fotogramma. Bene, a questo scopo esiste la famosa ”regola dei terzi”, concetto condiviso anche con i pittori. In pratica questa regola afferma che per ottenere un‘efficace composizione bisogna suddividere il fotogramma in tre zone, mediante due linee immaginarie poste in corrispondenza dei terzi dell’immagine. Il soggetto andrà posto in corrispondenza di una di queste linee. La regola dei terzi permette di ottenere inquadrature molto dinamiche perché è in grado di creare una direzione di lettura dell’inquadratura. Ovviamente questa regola vale tanto per il formato orizzontale che per quello verticale.

Inoltre, una volta scelto il formato, l’applicazione della regola dei terzi sia in senso orizzontale che in senso verticale contemporaneamente sulla stessa inquadratura, permette di individuare i ”quattro punti forti” mediante le intersezioni delle linee dei terzi. Il soggetto, se posto in corrispondenza di uno dei punti forti, avrà un’efficacia doppia.

La foto qui sotto è un classico esempio dell’applicazione della regola dei terzi. L’aver lasciato spazio verso la direzione dello sguardo del soggetto permette al soggetto di “respirare” e rende la foto dinamica nonostante il soggetto sia fermo nella sua posa plastica. Questa regola è molto efficace anche quando si effettua un ritratto o anche quando si riprende un classico paesaggio.

Immaginiamo di voler riprendere un tramonto d’estate (soggetto super inflazionato). Istintivamente ci verrebbe di porre il sole al centro e l’orizzonte nei pressi della linea mediana del fotogramma. Ma se vogliamo dare alla nostra fotografia una particolare forza compositiva dobbiamo porre il Sole in corrispondenza di uno dei punti forti (o almeno in corrispondenza di una linea dei terzi). La linea d’orizzonte andrà posta o sulla linea dei terzi superiore o su quella inferiore a seconda che vogliamo dare maggiore importanza rispettivamente alla parte inferiore o al cielo

Ovviamente, come detto nel corso della precedente lezione, le regole sono fatte per essere infrante. Quindi, molto spesso ci troveremo a posizionare il soggetto al centro del fotogramma, questo al fine di esaltarne la simmetria o la staticità. Oppure, ancora, ci troveremo a posizionare il soggetto sul terzo opposto del fotogramma, cioè dando al soggetto meno aria nella direzione dello sguardo. Faremo questo quando vogliamo dare importanza a ciò che succede alle spalle del soggetto o quando vogliamo sottolineare il fatto che la scena ripresa corrisponde all’istante finale di un’azione.

Nell’esempio sotto ho ripreso un cormorano con un cefalo nel becco. L’azione, molto dinamica, è la fase finale di un movimento la cui direzione è evidenziata dalla scia del cormorano sull’acqua.

Come al solito, più che una lezione, questo articolo vuole essere uno spunto di riflessione. Quindi attendo domande e sarebbe molto bello se voleste condividere qualche scatto con cui esercitare la regola dei terzi con la quale, oggi, abbiamo fatto conoscenza.

Vi attendo, quindi. Nel frattempo, buona luce a tutti!

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21 Responses to Lezioni di fotografia 2: l’inquadratura e la regola dei terzi

  1. The Family Company Rispondi

    18/10/2012 at 08:53

    Ecco Rob! Mi sa che le ho sbagliate quasi tutte… ;-) Io tendo sempre a centrare! Ora mi alleno e poi posto al tuo giudizio qualche scatto di prova. Che ne dici?

  2. mamma&co Rispondi

    18/10/2012 at 10:03

    Bè… dovrei farmi quasi i complimenti!!! Non sapendo assolutamente nulla di punti forti o regole dei terzi riesco spesso ad ottenere buoni risultati… Grazie a voi ora saprò anche i nomi tecnici di questo “sensibile” modo di vedere il mondo.
    Alla prossima

    • The Family Company Rispondi

      18/10/2012 at 10:05

      Fantastico Sara!! Io e Roberto stiamo pensando ad un modo per condividere i… “compiti a casa”!! Cosi te li facciamo anche noi i complimenti! Super ufficiali! Stay tuned!!

  3. mamma&co Rispondi

    18/10/2012 at 10:06

    bè, non sapendo assolutamente nulla di putni forti o di regole dei terzi riesco spesso ad ottenere buoni risultati sulla base ( implicita dei consigli che ho letto da te oggi). Ora, grazie a te, saprò anche dare il nome a certe regole circa quest0 “sensibile” modo di vedere il mondo!! Grazie e alla prossima

  4. mamma&co Rispondi

    18/10/2012 at 10:07

    scusate … ho postato due volte!

  5. Catia Rispondi

    18/10/2012 at 15:53

    Caspita! Di regole ce ne sono tante! Io finora mi sono lasciata trasportare dall’istinto e dal mio gusto personale. Ma farò tesoro di tutto questo!
    Grazie!

    • The Family Company Rispondi

      18/10/2012 at 15:55

      Anche io sono sorpresa, sai! Anche se sospettavo… eheheh! Dai che adesso diventeremo tutti fotografi prof!

  6. simona Rispondi

    18/10/2012 at 17:25

    Anch’io finora ho fotografato “istintivamente”. Ora mi riguardo un po’ di foto e cerco di capire se casualmente ho beccato le linee dei terzi!!!

  7. Giorgia Mazzanti Rispondi

    18/10/2012 at 22:01

    Io credo che l’inquadratura sia tanto nella riuscita di una foto.Un soggetto apparentemente banale può risultare in fotografia incredibilmente bello per un’inquadratura indovinata. Io adoro giocare con le simmetrie per esempio,mettere in relazione le linee di una costruzione con gli angoli della fotografia. Non so perchè ho una netta preferenza per il formato orrizzontale pur avendo sperimentato la differenza di riuscita. Le foto che mi piacciono di più sono sempre in orizzontale! Come faccio a condividere con voi qualche scatto?

    • The Family Company Rispondi

      18/10/2012 at 22:27

      Grazie Giorgia per questa tua testimonianza! Hai ragione, l’inquadratura è fondamentale! Come è fondamentale entrare nel vivo e lavorare sulla pratica. Io e Roberto stavamo proprio cercando il modo migliore per condividere i nostri scatti ed interagire oltre il blog. Da domani apriremo un gruppo dedicato su fb, poi vedremo se e come far evolvere la cosa. Vi daremo maggiori dettagli già domani! Grazie mille per il tuo input!

  8. Tiziana Rispondi

    18/10/2012 at 22:27

    Non avendo nessuna base tecnica, anch’io gioco d’istinto. Hai fatto bene a fare esempi con immagini così si capisce bene. Molto interessante la regola dei terzi, non ci si pensa eppure è così utile dividere. Finora è tutto chiaro, non vedo l’ora di seguire la prossima puntata. Grazie a entrambi.

    • The Family Company Rispondi

      18/10/2012 at 22:35

      A chi lo dici Tiziana! Anche io fino ad ora ho sempre scattato d’istinto. Ma Roberto è davvero bravo… Non deve essere facile trasferire concetti così complessi attraverso uno schermo. Fra un po’ si passa alla pratica però! Sei pronta?!

  9. erdematt Rispondi

    23/10/2012 at 00:30

    Io alla regola dei terzi, ma sopratutto le regole in generale, applicate all’arte, non ho mai creduto. importante è sicuramente la tecnica, ma la creatività viene repressa dalle regole, che son più binari semplici per risultati semplici.
    A tal proposito, vi consiglio la lettura di questo ink.z.ato post, abbastanza delucidante:
    http://rockfoto.it/2011/11/22/fanculo-alla-regola-dei-terzi/
    Essendo convinto che la verità sta nel mezzo, quel che posso dirvi è che mediare regole e creatività per evitare di realizzare immagini banali da bravo studentello o astruse realizzazioni concettuali, sia la migliore delle strade da seguire: meglio cercare di trasporre in immagine ciò che la nostra Anima vede in quel che ha davanti, catturandone lo spirito.
    Pace e bene…

  10. viaggiebaci Rispondi

    28/10/2012 at 17:36

    in generale concordo con quanto dice Ernesto, ma essendo queste lezioni rivolte per di più
    a principianti (alias io!) penso sia fondamentale iniziare dalla base e poi iniziare a seguire la propria creatività. E’ un po’ come con la scrittura: prima si impara l’alfabeto, poi le regole grammaticali e poi a forza di esercitarsi si arriva ad uno stile proprio e originale. La base di partenza sono le foto che facciamo oggi, molto simili agli scarabocchi prescolari, dove ogni tanto esce un semi-capolavoro …

    • The Family Company Rispondi

      28/10/2012 at 17:38

      Monica, hai colto in pieno il senso di questi appuntamenti. Se non si conoscono le basi, è difficile riuscire ad avere quella padronanza necessaria per poi eventualmente sovvertire le famose regole.

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