Intervista a… MartilaRossa

marta zanella foto2Ritornano le belle interviste del Mercoledì… o del Giovedì, a seconda della convenienza ;)! Ma che importa, vero? Quel che conta è conoscere  e farvi conoscere meglio le persone che sto incontrando lungo il cammino, grazie a questo meraviglioso blog. Non so se le avrei incontrate al di fuori del mondo virtuale; probabilmente no. Ecco perché il web, tanto bistrattato, per me è stato anche un meraviglioso dono.

L’intervista di oggi ha un sapore forte. Perché lei è una donna di carattere. Mi auguro di poterla conoscere presto di persona; per ora mi accontento di leggere i suoi racconti. Un po’ la conoscete già anche voi, perchè da qualche tempo condivide su questo blog i suoi  viaggi con bimba di 9 mesi al seguito.  A voi,  Marta, aka MartilaRossa.

1) Chi è MartilaRossa?
Il bello di questa domanda è che la risposta è in perenne evoluzione! Oggi mi definirei così: donna, giornalista, mi interesso da tempo di sociale, delle questioni legate alle donne, della città e della chiesa di Milano. Più di recente ho iniziato ad appassionarmi ai temi della (in)fertilità, della maternità – soprattutto quella “ad alto contatto” -, dei viaggi con i bambini. Sono sposata con Roberto e da poco meno di un anno sono anche mamma.

2) Cosa significa per te viaggiare e come è cambiato il tuo modo di viaggiare da quando sei mamma?
Ho iniziato a viaggiare quando ero piccola, con i miei. Abbiamo girato ogni angolo d’Italia e da loro ho imparato la curiosità per i luoghi, per il nostro patrimonio artistico, storico, paesaggistico, gastronomico… Dopo, da grande, ho iniziato a puntare il dito sul mappamondo e allargare i confini. Viaggiare per me significa conoscere altri luoghi, altre abitudini, altri modi di vivere, altre culture e altre storie. Significa lasciarsi coinvolgere e trasformare. Significa aprire la mente, imparare a vedere i punti di vista degli altri.

Sulla barca

Marta con sua figlia in barca sul Tamigi

Da quando sono mamma ho rallentato il ritmo, non sono più il “generale dei programmi di viaggio” che ero prima. C’è un aperitivo in meno ma una prato per razzolare in più. Si esce prima al mattino (finalmente ce la facciamo!) e si rientra un po’ prima la sera. Quello che ancora non siamo riusciti a imparare è evitare di stare sotto il sole del mezzogiorno… non si sa com’è ma alle 13 noi saremo sempre nel posto più caldo e meno opportuno!

La cosa più bella forse è che la presenza di una bambina facilita il dialogo: trovi sempre qualcuno disposto ad attaccare bottone con la scusa di un complimento o un’informazione.

3) Una domanda che faccio sempre: il viaggio più bello, quello più difficile e quello che ancora devi fare…
È molto difficile scegliere. Il più bello, quello che forse più mi è rimasto nel cuore, è stato un tour della Scozia nel 2010. La sensazione di essere lontana dal mondo, isolata nel silenzio di un luogo bellissimo e duro che mi ha dato la possibilità in quella vacanza di lasciare lontano il rumore e riascoltarmi dentro.

Secondo: più che il più difficile, direi il più impegnativo. Un viaggio in Senegal, il primo fuori dall’Italia organizzato completamente da soli, anche se poi fatto in tre: io e mio marito insieme a un ragazzo di Dakar che ci ha fatto da accompagnatore.

Non ho invece ho un “viaggio dei sogni”, anche se ho una lista dei desideri molto lunga. Spero di poter continuare a sognarne tanti, prepararli, e poi partire e lasciarmi coinvolgere dai luoghi,dalla loro storia,dalle persone e dalla loro cultura, per tornare più ricca e cresciuta di prima.

4) Hai un blog… Come è nato e di cosa parla?
L’idea era lì, in fondo alla testa, da qualche anno, ma non avevo mai trovato il tempo e soprattutto il coraggio di realizzarla. Quando Irene era nata da poco e io avevo bisogno di risentire vivo anche il mio cervello, mi sono decisa.

Il blog si chiama La paura non fa 90, dalla linea 90/91 del filobus che a Milano percorre la circonvallazione esterna e che è considerata una delle linee più insicure a causa della forte presenza di stranieri e senza dimora. Ma spesso basta conoscere le storie delle persone per scacciare la paura e scoprire una Milano pulsante di vita. Nel blog racconto storie: storie (che prendono spunto da persone reali, in tutto o in parte) di persone normali che tessono la vita di una città, che molte volte passano inosservate anche quando basta proprio poco per scoprirle.

5) Tre cose che non mancano mai nella tua valigia?
Una buona guida turistica. Non per i consigli di ristoranti o alberghi, ma che abbia un bel capitolo sulla storia e sulla cultura locali.
I miei jeans più comodi. Quelli che puoi avere la valigia piena, ma poi metti sempre quelli.
E da quando c’è la Popi, almeno una fascia portabebé.

6) Un augurio a tua figlia…
Che sappia incontrare, ascoltare, conoscere, lasciarsi mettere in discussione, mettersi nei panni di chi ha di fronte, e così crescere. Che sia dall’altra parte del mondo o nel cortile di casa.

Grazie Marta!

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6 Responses to Intervista a… MartilaRossa

  1. Lali Rispondi

    05/09/2013 at 08:59

    Bellissima!! Non vedo l’ora di inciontrare Marta a Milano!!! Cappio, cosa aspetti per vednire a trovarci e facciamo merenda tutte insieme??

    • Valentina Cappio Rispondi

      05/09/2013 at 10:05

      Non mi tentare! Anzi si, tentami! A Milano, ho almeno 4 persone che desidero incontrare fortissimamente (te e Marta incluse, ovviamente!). Quasi quasi…

  2. martilarossa Rispondi

    05/09/2013 at 10:12

    proponete la data! se nel weekend, passato settembre che è già un po’ oberato quando volete…!

    • Valentina Cappio Rispondi

      05/09/2013 at 10:15

      Anche per me Settembre è pienissimo! Allora facciamo Ottobre! Rospa che ne dici?

  3. martilarossa Rispondi

    05/09/2013 at 10:18

    oh, no il 13 che festeggeremo il priiiiimo compleanno 🙂

    • Valentina Cappio Rispondi

      05/09/2013 at 10:21

      uuuu!! me lo devo ricordare però! Il compleanno della nostra bloggherina più giovane!

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