Una giornata nel mondo di Peppa Pig

Abbiamo appena imboccato l’autostrada del ritorno quando lei, nell’ultimo sforzo della giornata, scandisce: «Mamma, è stata una giornata bel-lis-si-ma!».

Alzo gli occhi sullo specchietto retrovisore, sorridendo per l’enfasi con cui lo dice, ma lei è già crollata addormentata nel suo seggiolino.

A renderla bellissima – probabilmente oltre al fatto di avere la mamma tutta per sé per un giorno intero, io e lei sole – è stato quello che aspettava con trepidazione da giorni: andare a vedere la casa di Peppa Pig.

A tre anni e mezzo la passione per la maialina più famosa del mondo sembrava sfumata, ma l’idea di entrare nel suo mondo ha riacceso l’entusiasmo.

Il primo parco dedicato a Peppa Pig è ovviamente sorto nella sua nazione d’origine, l’Inghilterra, ma dallo scorso anno anche l’Italia ha il suo “mondo di Peppa Pig”. Si trova dentro il parco di divertimenti Leolandia, a Capriate san Gervasio (Bergamo).

Oggi Leolandia è uno dei principali parchi dei divertimenti d’Italia e forse il più adatto ai bimbi piccoli, ma la sua storia è davvero lunga – in questo 2016 festeggia il suo 45esimo compleanno – e quando è nato non era certo così.

La torta per i 45 anni di Leolandia davanti alla Minitalia

La torta per i 45 anni di Leolandia davanti alla Minitalia

Tra i genitori, molti, come me, visitarono quella che allora era “La Minitalia” e che oggi resta il centro, anche geografico, del parco: una riproduzione della penisola, circondata da una piscina a rappresentare il Mediterraneo, su cui si può camminare e fare un viaggio tra i monumenti più belli e importanti d’Italia riprodotti in scala. E già questa è sempre stata una magia.

Nel tempo il parco si è arricchito di giostre e attrazioni più da parco dei divertimenti, cambiando nome e ampliando il target – ricordo il periodo in cui si chiamò Fantasy World – fino alla versione attuale.

Peppa è solo l’ultima arrivata, ma c’è da giurare che sia anche una delle più gettonate. Almeno tra i piccoli, che davvero possono fingere di vivere una giornata nel mondo della loro beniamina. E, addirittura, crederci davvero.

La casa della famiglia Pig troneggia imponente sulla collina, circondata dal giardino in cui sono riprodotti alberi e fiori esattamente come nel cartone animato. C’è persino un Teddy gigante che accoglie i piccoli ospiti.

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Ma tutto il cortile prepara alla visita della casa: dalla macchina rossa di Papà Pig

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alla collinetta con la torre del Castello ventoso, su cui potrete scorgere Nonno Coniglio, e da cui i bimbi possono scivolare giù

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fino al distributore di Nonno Cane, con annessa area merenda con i tavolini per una sosta. – al parco giochi di Peppa e i suoi amici.

Le pozzanghere di fango, chiedete? Certo! Come potrebbero mancare?! In versione spruzzi d’acqua (funzionante solo in estate) e anche come tappeti elastici.

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Il parco giochi di Peppa Pig

La casa è riprodotta esattamente come nel cartone animato: l’ingresso con il portaombrelli, i quattro impermeabili e le quattro paia di stivali,

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il salotto con il divano e il televisore che trasmette le avventure del signor Patato, il computer a cui lavora Mamma Pig,

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il bagno con vasca da bagno e…water!

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La cameretta di Peppa e George fa sorridere, tanto sembra familiare: il letto a castello, l’armadio dei giocattoli, Teddy e il Signor Dinosauro, i disegni e l’orologio a cucù appeso al muro e la finestra che segna il passare del giorno e della notte.

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«Ma dov’è Peppa?» è la domanda assillante di tutti i bimbi. Strilli di gioia e visini emozionati ala sua vista, in fondo alle scale, dove lei aspetta i piccoli ospiti per un abbraccio, una foto ricordo e addirittura un ballo.

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Infine, la cucina.

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Tanti i dettagli da scoprire che richiamano episodi del cartoon: la torta che cuoce nel forno,

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la lavatrice col calzino rosso che stinge rovinando tutto il bucato,

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il seggiolone e il piatto di George con la verdura a forma di dinosauro, gli armadietti e il frigo in cui curiosare.

La visita alla casa richiede solitamente un po’ di attesa. Noi, in uno dei primissimi giorni di primavera, non abbiamo visto lunghe file, ma i cartelli posizionati lungo l’entrata a serpentone indicano che si potrebbe arrivare anche a un’ora di coda.

Peccato solo, per noi che viaggiamo con «un camper come quello della Peppa, ma arancione», è stato proprio non trovare il famoso camper giallo, che un giro l’avremmo proprio fatto volentieri.

Il cantiere del Signor Toro

Il cantiere del Signor Toro

Lasciando il mondo di Peppa Pig, scendendo verso la Minitalia, si incontra il cantiere del signor Toro, con gli attrezzi e i rumori dei lavoratori e, in fondo, l’ultima grande sorpresa: ad aspettare i bimbi per un saluto c’è George!

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Coccole con George

Ora, se riuscite, trascinateli via.

Prima di chiudere gli occhi nella luce del tramonto, in auto, la sua domanda mi lascia senza risposta: «mamma, ma perché la Peppa non parlava, ed era così grande?».

Ora che si è convinta di avere incontrato proprio quella vera, che dite, glielo spiego o lascio che ci creda?!

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