Puglia: gravine e masserie

Ieri i nostri simpatici folletti ci hanno preso per mano e ci hanno accompagnato in Puglia, trasportandoci in un mondo fatto di trulli, cieli azzurri e limpido mare. Ma la Puglia non è solo questo. C’è un entroterra forse meno conosciuto, ma altrettanto magico. E altrettanto a misura di bambino. Un entroterra dai colori caldi, portatore di tradizioni contadine, di storia e di leggende.

Riprendiamo allora il nostro viaggio in questa Puglia incantata, inoltrandoci nella Murgia Jonica:  a 18 km da Taranto e a 110 metri di altitudine, c’è un luogo che sembra avvolto nel mistero. E’ Massafra, detta anche la Tebaide d’Italia, per sottolineare l’importanza dei suoi insediamenti rupestri. Qui, infatti, è possibile visitare eccezionali testimonianze del passato, le gravine – nello specificoquella di San Marco e quella di Madonna della Scala.

Non avete mai sentito parlare delle gravine? Facciamoci allora raccontare dai folletti cosa sono e perché sono cosi affascinanti… A guardarle da lontano, le gravine assomigliano un po’ a delle grandi montagne a testa in giù… Di fatto, sono degli enormi burroni erosi nella roccia dall’acqua meteorica, la cui profondità supera, spesso, i 100 mt – con pareti molto inclinate e, in alcuni casi, addirittura verticali. 

La cosa davvero sorprendente è che, sin dalla Preistoria, questi siti sono stati abitati da esseri umani, che, nella roccia, scavarono le proprie abitazioni, i propri negozi, le proprie chiese, e diedero vita a vere e proprie città sotterranee al riparo dagli invasori. Le cosiddette civiltà rupestri.

La gravina della Madonna della Scala, a Massafra, è una delle più suggestive da visitare:  lunga 4 km, profonda 40 mt circa e larga dai 30 ai 50 mt, ospita un antico villaggio rupestre – con oltre 200 nuclei abitativi –  il Santuario della Madonna della Scala e quello della Bona Nova.

Si arriva lì’ e si resta quasi immobili di fronte ad uno scenario naturale imponente che si fonde, quasi come per magia, con l’habitat misterioso e duro della civiltà rupestre e con il bianco misticismo barocco del Santuario della Madonna della Scala. E, ancora, c’e il Santuario della Buona Nuova, decorata con splendidi affreschi e nella cui cripta, decine di pipistrelli dormono quieti ed appesi all’ingiù.

Di certo, la cosa che affascinerà maggiormente i piccoli e curiosi viaggiatori sarà la passeggiata attraverso gli oltre 200 nuclei abitativi dell’originario villaggio rupestre, un sito già frequentato in epoca preistorica (sono stati trovati reperti del Neolitico Medio e dell’Età del Bronzo), che fu quasi sicuramente abbandonato in epoca classica, per essere poi ripopolato a partire dal III secolo d.C. ed abitato senza soluzione di continuità fino al XV secolo.

Qui, sono custodite le preziose testimonianze della misteriosa Grotta del Ciclope, una grotta delle dimensioni enormi, nonché quelle della farmacia del mago Greguro, un vasto complesso composto da 12 grotte comunicanti, al cui interno si trovano banchi di lavorazione, fosse, asciugatoi, canaletti, una grande cisterna circolare, lucernari, numerose nicchie e soprattutto, sulle pareti, scavati nel tufo, un centinaio di piccoli loculi a mo’ di scaffalatura. La figura leggendaria di Mago Greguro che, con la figlia Margheritella, raccoglieva, catalogava e utilizzava le erbe medicinali ha origini molto antiche, che si fanno risalire all’anno Mille.

E se ancora non siete soddisfatti, non perdetevi una visita al Castello Medioevale di Massafrache ospita anche un bellissimo museo, il Museo della civiltà contadina dell’olio e del vino.

E’ ora di ripartire. Ma non di tornare a casa. I folletti ci accompagnano poco più in là, a circa 13 km da Massafra… quatti, quatti entriamo, dunque, nel territorio delle Cento Masserie: Crispiano. Un itinerario lontano dai classici circuiti turistici, ma suggestivo ed insolito, tra ulivi, frantoi, palazzi padronali e vigneti. Qui, sono stati ideati diversi percorsi didattici per le famiglie, come l’itinerario sulle orme dei famosi briganti Don Ciro Annicchiarico e Pizzicchicchio.

Per i bambini, molto interessante è anche la visita al Museo della Civiltà Contadina, ubicato nell’antica Torre ed in altri locali posti al piano terra della Masseria Lupoli.

Il Museo si articola in nove sale tematiche, tra cui la cucina contadina, le macchine agricole antiche e il Frantoio oleario con l’annessa cucina. Estremamente interessante anche la visita a tutti gli altri fabbricati della Masseria, che rappresentano un segno tangibile del susseguirsi dei vari periodi storici: la sua torre con piombatoio risale al tardo medioevo, la Chiesa al seicento, i locali adibiti a stalle per il ricovero del bestiame ed a dormitori del personale ad epoca settecentesca e la casa padronale alla fine della prima guerra mondiale. L’ingresso è gratuito, ma è necessaria la prenotazione della visita. Contatti: 099 4596690/3358244269 ; e-mail:  info@masserialupoli.it.

Martina Franca è un’altra sosta dovuta: sono bellissime le viuzze, le bianche casette, i pregiati edifici in stile barocco. Nei pressi di questa caratteristica cittadina, fate una sosta al Parco Comunale Bosco delle Pianelle, il paradiso dell’Upupa e delle orchidee. Qui i bimbi resteranno di certo ammaliati.

Grottaglie, invece, è il paese della ceramica.  Presso il Castello Episcopio, sede del Museo della Ceramica, si tengono vari laboratori per insegnare ai bambini a lavorare l’argilla. Prima di  ripartire, mi raccomando, fate un giro al Quartiere delle Ceramiche, composto di varie botteghe artigiane scavate nella roccia esistenti fin dal Medioevo.

Consigliabile anche l’escursione alla Gravina di Riggio, un insediamento rupestre, una cascata, l’unica in Puglia, un laghetto e un piccolo torrente.

E, alla fine delle vostre esplorazioni… interrogate i vostri bimbi su cosa hanno visto…  state certi che il loro racconto di viaggio è accattivante forse più di quello di un adulto.

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Comunicazione di servizio da parte dei folletti! Attenzione, ci dicono che, a Massafra, un tempo si potevano visitare le diverse grotte senza problemi. Oggi, nell’ambito di un progetto volto al recupero ed alla conservazione delle Gravine, il libero accesso è limitato ed è necessario prenotare l’escursione. Per informazioni, chiamare lo 099 8804695.

Maggiori informazioni:

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3 Responses to Puglia: gravine e masserie

  1. Pingback: Puglia incantata a misura di bambino: il mare e i trulli | The Family Company

  2. Lali Rispondi

    18/07/2012 at 23:24

    …no… questa parte proprio non l’avevo vista in quel famoso viaggio da bimba… un bel we lungo a ottobre, quando qui inizia a fare freschino e umido e il sud rispelnde ancora???

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