Con i Maya, in un labirinto di mais

“La superficie della Terra non era ancora apparsa. V’erano solo il placido mare e la grande distesa di Cielo… tutto era buio e silenzio”. Così inizia il Popol Vuh, il libro sacro dei Maya, che narra come gli Dei giunsero sulla Terra e forgiarono l’uomo…

… Solo il Creatore (Gucumatz) e la Creatrice (Tepeu) erano nell’acqua, “circondati dalla luce”. Essi si incontrarono e parlarono a lungo e alla fine presero la decisione di creare l’uomo prima dell’alba, aiutati dal dio supremo Huracàn, il Cuore del Cielo. 

Così, con il fango crearono la carne dell’uomo, ma essa non aveva forza ed era priva di intelligenza. Distrussero quindi gli esseri di fango e provarono con il legno. Ma nemmeno le creature di legno avevano intelligenza e furono distrutte anch’esse. Appena prima dell’alba, la razza umana venne finalmente creata, usando mais bianco e mais giallo.

Questi primi esseri umani erano davvero speciali: “furono dotati di intelligenza, potevano vedere lontano, riuscivano a sapere tutto quel che è nel mondo. Quando guardavano, contemplavano ora l’arco del cielo ora la rotonda faccia della Terra…

Ma anche stavolta i Creatori si indispettirono. “Non è bene che le nostre creature sappiano tutto e vedano e comprendano le cose piccole e le cose grandi… Facciamo che la loro vista raggiunga solo quel che è vicino, facciamo che vedano solo una piccola parte della Terra“. Così, il Cuore del Cielo soffiò nebbia nei loro occhi, e la loro vista si annebbiò, come quando si soffia su uno specchio. I loro occhi furono coperti, ed essi poterono vedere solo quello che era vicino, solo quello che ad essi appariva chiaro.

E, allora, entriamo lì dove tutto ebbe origine. Proviamo a vedere anche quello che non è vicino. Esplorariamo l’ignoto, abbandonando false certezze e false illusioni. Sarà la fantasia a guidarci lungo i sentieri del labirinto effimero più grande d’Europa, presso l’Azienda Agricola di Carlo Galassi, ad Alfonsine (RA), che alla domanda: “come le è venuta questa idea del labirinto?”, mi ha risposto “per far giocare le mie nipotine!”. Non c’è migliore garanzia di questa, allora!

Ogni anno, il suo tracciato cambia. E, quello del 2012, progettato dall’estro creativo e visionario di Luigi Berardi, si ispira proprio all’affascinante storia dei Maya. Il suo titolo è, non a caso, “L’Alba dell’Uomo”: 80.000 metri quadrati di superficie totale, per oltre 3.500 metri lineari di sentieri “disegnati” nel mais.

Due imponenti colonne indicano l’ingresso al labirinto misterioso.

Prima di entrare, ci viene consegnato ciò che poi testimonierà il successo o l’insuccesso della nostra avventura: sapremo di aver superato la prova, solo se riusciremo a scovare, all’interno del labirinto, sei Glifi nascosti tra il mais.

E che l’avventura cominci, allora. L’ignoto ci aspetta.

I primi dubbi. Le prime incertezze… Si va a destra o a sinistra?

Proviamo a destra… No, abbiamo sbagliato! Questo è un vicolo cieco!

Torniamo indietro, riproviamo, cerchiamo, sbagliamo. Proviamo ancora. Ed eccolo li, il primo Glifo! Evvia! Lo scova papà Fabio e tutti esultiamo gioiosi!

Riprendiamo a cercare. Questa volta giriamo a sinistra. Improvvisamente, ci accorgiamo di camminare in tondo. Mamma, qui ci siamo già passati!! Sicuri, bimbi? Si, si, qui ci siamo già stati. Sarà… ma a me, questi sentieri sembrano tutti uguali…

Allora ci si ingegna. Cominciamo a lasciare tracce del nostro passaggio. E se Hansel e Gretel usavano le briciole di pane, noi usiamo dorati chicchi di mais (mi raccomando, non staccate le pannocchie dalle piante! Prendete solo ciò che trovate per terra…).

E, così, chicco dopo chicco, sentiero su sentiero, curva dopo curva, ci inoltriamo sempre più nel labirinto… Ed ecco qui il secondo Glifo! Questa volta, a trovarlo, è un piccolo esploratore: Leonardo!

Il caldo comincia a farsi sentire… e, ahimè, abbiamo anche finito l’acqua. Non riusciamo a completare il percorso. Abbiamo sbagliato orario. Meglio ritornare di sera… verso le 19. Quando il sole sta per tramontare…

E, poi, scopriamo che l’azienda agricola Galassi – oltre ad ospitare questo meraviglioso labirinto – mette a disposizione una serie di salotti “open air, con tanto di affascinanti griglie antiche  (e funzionanti!).

Si prenota lo spazio, assolutamente privato perchè circondato da piante di mais, si arriva, si trova la tavola apparecchiata e la brace accesa… e mentre la carne cuoce… si corre, si gioca, ci si diverte….

Si passeggia tra gli angoli romantici di questo luogo dalle atmosfere un po’ provenzali…

E, magari, si fa qualche acquisto dell’ultimo minuto…

E dopo cena? Bé, chiudete gli occhi e immaginate di esplorare il labirinto, illuminato solo dalla luna e dalle fiamme delle fiaccole… Vi ho convinti? Buon divertimento, allora! E che l’ignoto sia con voi!

Informazioni utili:

  • Il labirinto rimarrà visitabile fino alla fine dell’estate, tutti i giorni dalle ore 10 alle 22 presso l’Azienda agricola Galassi Carlo (via Roma, 111) ad Alfonsine (RA).
  • Il costo dell’ingresso al labirinto è di 7 euro per gli adulti, 5 euro per i bambini.
  • Il costo per l’affitto delle aree attrezzate (solo su prenotazione) è di 5 euro + biglietto per il labirinto. Cibo e bevande non incluse.
  • Info e prenotazioni: 335 8335233.
  • Altri labirinti effimeri: sicuramente in Italia ne esistono altri, ma ho fatto fatica a trovarne notizia in rete.  Voi ne conoscete qualcuno? Se la risposta è affermativa, vi prego… linkate il sito o l’indirizzo nei commenti qui sotto. E’ un vero toccasana per un pomeriggio estivo… formato family!

Da fare, nei dintorni:

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14 Responses to Con i Maya, in un labirinto di mais

  1. viaggideirospi Rispondi

    23/07/2012 at 14:26

    Ma povero cucciolo con la fronte incerottata!!!

  2. silviaceriegi Rispondi

    23/07/2012 at 14:30

    chissà quanto si sono divertiti Leonardo e Alessio!!

    • The Family Company Rispondi

      23/07/2012 at 14:33

      un mondo…!! Appena Marchino comincia a camminare… ce lo devi portare!!

      • silviaceriegi Rispondi

        23/07/2012 at 14:34

        sìììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì

  3. Pingback: Con i Maya, in un labirinto di mais | Travelling with kids | Scoop.it

  4. Tiziana Rispondi

    23/07/2012 at 16:49

    noooooo ma è un posto incredibile. Ma dove li trovi? Bellissima l’idea del labirinto di mais ma anche tutto quello che ruota intorno. Grazie anche per gli accenni sul libro sacro dei Maya. Qui c’è sempre da imparare. Un bacio

    • The Family Company Rispondi

      23/07/2012 at 16:59

      In questo caso, sono stata fortunata… è proprio a due passi da casa… Un abbraccio a te, carissima!

  5. H.O.R.T. soc. Coop. Rispondi

    04/09/2012 at 16:11

    Molto interessante questo blog! davvero divertente!
    Vi segnaliamo anche il labirinto fatto da noi nelle Marche questo è il nostro sito: http://www.hort.it

    e qui trovate le info sul labirinto:
    http://www.hort.it/index.php?option=com_content&view=article&id=48:labirinto-nel-mais&catid=8&Itemid=143&lang=it

    VI ASPETTIAMO…ANCHE PER L’ESTATE 2013!!!

    • The Family Company Rispondi

      04/09/2012 at 16:23

      Grazie!! Avete fatto benissimo a segnalarlo… Online non si trova molto… Magari, prossimo anno, veniamo a trovarvi! A presto :)

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  8. Anna Castaldo Rispondi

    04/06/2014 at 21:25

    Ciao, noi siamo stati in questa tenuta molto carina, l’abbiamo girata a piedi nudi come suggerito. Ci sono angoli molto suggestivi e c’è anche un labirinto :www.kraenzelhof.it › Home › 7 giardini. Il nostro blog è ancor in fase embrionale!!!Saluti e complimenti x il blog, per la vacanza di quest’anno sulle tracce di Merlino e re Artù i vostri post ci saranno di grande aiuto.

    • Valentina Cappio Rispondi

      04/06/2014 at 22:10

      Ciao Anna! Grazie mille per il suggerimento! Mi hai incuriosita: verrò senz’altro a visitare il tuo blog e proverò anche il labirinto che menzioni. Grazie ancora e se hai bisogno di dritte sulla Bretagna, io sono qui!

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