Nosy Be. Mille passi cominciano sempre da uno.

5:10 del mattino, 4:10 orario italiano. Mi sembra di essere sveglia da una vita. Una morsa allo stomaco non mi dà tregua da ore. Sto per lasciare questa terra straordinaria. La sua gente. Il sole, il mare, le stelle che quasi puoi toccare.

madagascar nosy iranja

Ho paura di riaddormentarmi e perdere la mia ultima alba in terra malgascia. Paura di perdere istanti preziosi. Dettagli. Momenti. Possibilità.

Niente da fare. Non riesco a restare a letto un secondo di più. Mi alzo, mi assicuro che i bimbi dormano ancora e vado in spiaggia con la mia reflex. A piedi nudi, assaporo la sabbia bagnata.  Mi siedo. E aspetto pazientemente. Piano piano il cielo inizia a tingersi di rosa e di arancio. Mille sfumature che riempiono l’anima. Lentamente. Inesorabilmente.

La tensione finalmente si scioglie. Continuo a ripetere tra me e me,  come fosse una ninna nanna: Mora MoraMora MoraMora Mora

nosy be quote

Non mi succedeva da tempo immemorabile. Di provare emozioni così forti nel lasciare un luogo.

A Nosy Be, questa isola nel nord del Madagascar, mi sono inebriata di sguardi e di profumi, di albe e di tramonti. Mi sono persa nei sorrisi dei bambini che affollano i villaggi, nella postura fiera delle donne, nella gentilezza di un popolo giovane eppure così atavico nei gesti e nelle movenze. I loro volti sembrano immobili. Stranamente privi di tempo.

nosy be

In questa piccola isola vulcanica, ho scoperto un’altra parte di me. Un’emozione continua.

Qui il tempo viene posseduto, non possiede. La gente per strada non ti guarda, ti sorride. L’aria non si respira, ti attraversa.

nosy be bimba

Nosy Be. L’isola dello ylang ylang, dei lemuri e del mare. Ma, più di ogni altra cosa, l’isola del Mora Mora, un’espressione malgascia che significa letteralmente “piano piano”; ma anche: “Stai sereno, non preoccuparti, non affannarti, fai le cose con calma”. Una filosofia di vita, dunque, più che un’espressione locale. Ecco perchè Mora Mora non va tradotto. Va vissuto. 

Nosy be piroghe

Qui, tra questo mare e questo cielo così immenso, tutto si dispiega lentamente. Si cammina piano, si mangia piano, si canta piano. E, piano piano, si intrecciano rapporti umani, lasciando al tempo, e a noi stessi, uno spazio doveroso e prezioso. Quello che noi vazaha (stranieri) abbiamo inesorabilmente perso.

E così, più di ogni altra cosa, ho riscoperto il fascino dell’incedere lento. Perché mille passi cominciano sempre da uno.

Ho riscoperto la gioia di assaporare, istante dopo istante, la bellezza delle piccole cose. Delle piccole scoperte. La magia del saper aspettare. Dell’immaginare. E del tornare. Perché, lo sento, noi qui ci torneremo.

nosy iranja

Di questo viaggio ho tanto da raccontare. E lo farò presto. Ora, però, affido alla tastiera solo il flusso delle emozioni che irrompono. L’urgenza di congelarle in qualche modo, per non perderle più: una pagina di noi qualche ora prima di lasciare questa meravigliosa terra.

Cerco di stampare nella memoria dettagli e sfumature per evitare che il tempo e le distanze li rendano fumosi e meno vividi.

Voglio ricordare tutto.

nosy be bambini

E rientro in Italia con la consapevolezza che questo viaggio ha arricchito me e i miei bambini come nessun viaggio ha mai fatto fino ad ora.

scuola manina 2

Rientro in Italia sentendo già insinuarsi sotto la pelle quella sensazione strana e travolgente che chiamano il mal d’Africa.  Qualcosa che pulsa e che ti plasma. Ma cosa sia di preciso, davvero non saprei dirlo.

nosy be pescatori

Forse è svegliarsi che fuori è ancora buio, andare in spiaggia e aspettare pazientemente l’alba. Per emozionarsi ancora una volta. Sapendo che domani o fra qualche mese, ce ne sarà un’altra apparentemente uguale eppure profondamente diversa.

Forse è accettare la propria irrequietezza, quella che ti spinge a varcare confini ed esplorare continuamente nuovi mondi. Ed imparare a custodirla come una pietra preziosa, anziché viverla come una sconfitta. Perché è nel continuo cercare che si evolve come persone.

Forse mal d’Africa è liberarsi delle parole. E affidarsi unicamente ai sensi.

nosy be

O forse è capire che non essere capiti arricchisce invece di impoverire. Perché non è vero che siamo tutti uguali. Siamo diversi. Ed è nella diversità che le corde della vita fanno vibrare i suoni più travolgenti.

Torno in Italia sapendo che questo luogo è stato per me un continuo arrancare tra contrasti, emozioni e pensieri. Questo viaggio è stato per me un arrivo, una partenza, quasi una preghiera. Lo sono stati i suoi tramonti, le sue albe, i suoi sorrisi, i suoi sguardi. Le tante domande senza risposta, le mani non strette, quelle non strette abbastanza e quelle ancora da trovare. Lo è stato quel suo cielo talmente limpido che sembrava vicino vicino…

nosy be

Lo guardo ancora una volta, questo cielo. Poi un’occhiata all’orologio. Si è fatto tardi, è ora di partire. Lentamente mi alzo. Il cuore vacilla. L’anima trabocca.

A presto, Nosy Be. Non so ancora bene come né quando. Ma sarà presto. D’altra parte… mille passi cominciano sempre da uno.

***

Questo viaggio in Madagascar fa parte del progetto #inviatospeciale di Veratour, di cui puoi trovare maggiori informazioni a questo link. Siamo stati ospiti del Palm Beach Resort & Spa e abbiamo esplorato Nosy Be per una settimana, raccogliendo emozioni, suggerimenti e spunti per una vacanza con bambini in questa straordinaria isola malgascia. A breve, tutti i dettagli sul blog.

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12 Responses to Nosy Be. Mille passi cominciano sempre da uno.

  1. Chiara Rispondi

    11/06/2015 at 10:07

    Mioddìo Vale, che meraviglia…
    come avrei bisogno adesso di poter seguire la filosofia Mora Mora! 🙂
    Bellissime parole, splendide foto, emozioni profonde…una meraviglia davvero!
    Felice per te che hai vissuto tutto questo e te lo porti a casa (e sì, anche un po’ di sana invidia 😉 )

    • Valentina Cappio Rispondi

      11/06/2015 at 10:11

      Chiara sono felice che le mie emozioni siano trapelate, almeno in parte, in questo post. Davvero non mi aspettavo così tante sensazioni. Auguro a tutte le famiglie di fare un viaggio simile almeno una volta nella vita…
      Un abbraccio forte
      Vale

  2. Gaia Rispondi

    11/06/2015 at 20:04

    Mamma mia che emozione leggerti!! Viene voglia di partire domani!
    Non vedo l’ora di leggere ancora di questa isola e di come l’avete vissuta con i vostri bambini!

  3. Tiziana Rispondi

    11/06/2015 at 20:14

    Oh cara Valentina quante emozioni, quanti sentimenti sono uscite da questo post. Che esperienza!

    • Valentina Cappio Rispondi

      11/06/2015 at 21:56

      Ciao Tiz!! Grazie infinite cara… un viaggio straordinario. Una settimana era davvero troppo poca. Ma me la sono goduta tutta, fino alla fine. Ti abbraccio forte…

  4. Moreno Rispondi

    11/06/2015 at 22:47

    Valentina bellissimo post. Complimenti. Hai saputo trasferire in poche righe e con immagini meravigliose quello che l’Africa sa regalare. Spero che altri genitori seguiranno il tuo esempio!

    • Valentina Cappio Rispondi

      12/06/2015 at 08:08

      Grazie Moreno; è stato un post molto sentito. Raramente (forse è la prima volta addirittura) scrivo qualcosa di una destinazione mentre sono ancora sul posto. Generalmente ho bisogno di decantare. Questa volta, invece, sentivo l’urgenza di buttare tutto fuori e di immobilizzare tante emozioni. Grazie davvero per i tuoi complimenti.

  5. Serena Rispondi

    12/06/2015 at 06:02

    Ho i brividi. L’Africa è nella lista dei luoghi che voglio visitare da sempre. Ma mai avrei immaginato che potesse essere fattibile con bambini piccoli. Tu sei una vera ispirazione. Aspetto con ansia il resto del tuo racconto. Dove avete dormito? Che vaccinazioni avete fatto? Come vi siete mossi? Mamma mia, quanto vorrei conoscerti di persona e fare una bella chiacchierata con te…
    Grazie!!!

    • Valentina Cappio Rispondi

      12/06/2015 at 08:50

      Serena grazie davvero per questo tuo commento. Non sai che gioia sapere che i nostri racconti sono di ispirazione anche per altri genitori.
      Prestissimo pubblicherò una serie di articoli su questo viaggio, che risponderanno – almeno in parte – a tutte le tue domande. Un abbraccio!

  6. Laura Rispondi

    12/06/2015 at 10:28

    Parole e foto emozionanti!!
    Grazie, mi hai fatto sentire quella struggente e dolce sensazione dell’ultima alba, l’assaporare i momenti, attimo dopo attimo…mi è sembrato di essere lì…
    Aspetto con ansia il resto del racconto…sarebbe meraviglioso per me riuscire ad organizzare questo viaggio!

    • Valentina Cappio Rispondi

      12/06/2015 at 10:34

      Laura, che bel commento che mi lasci. Per me è una felicità immensa sapere che quello che scrivo arriva ad altre persone. Che le mie emozioni non sono solo mie, ma diventano di tutti. Io ti auguro davvero di farlo questo viaggio. Amerai questa terra come l’ho amata io. A prestissimo!

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