Ravenna con bambini, tra fenicotteri, mosaici e cappelletti

Dalla terra al mare. Dai mosaici ai cappelletti. Da bellissimi parchi gioco all’ombra di mausolei ad affascinanti fenicotteri rosa ed antichi casoni da pesca. Un percorso inusuale ed emozionante, alla scoperta di Ravenna, la città dei mosaici. Ma Ravenna è anche una città “lenta”, dove il mare, la natura ed il buon cibo sono protagonisti indiscussi. Una Ravenna insolta, che abbiamo scoperto grazie a Piera, la guida di Lookals (www.lookals.com) in un tour autentico e a misura di bambino#LO

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A Ravenna con bambini e con Lookals

Ma partiamo dall’inizio. Cos’è Lookals? È una piattaforma che ho scoperto da poco e che mi sento di suggerirti caldamente. Viaggiare con bambini (ma anche senza) significa entrare in contatto con la cultura locale, significa vivere i luoghi in maniera autentica ed esperienziale, significa cercare angoli nascosti, piccole gemme, aneddoti e leggende. E Lookals fa proprio questo: mette in contatto viaggiatori in cerca di esperienze non convenzionali con la gente del posto che, a sua volta, offre visite guidate uniche e personalizzate alla scoperta della città in cui vive.

Abbiamo incontrato Piera, la nostra guida local, proprio davanti la stazione. Ho scoperto poi, davanti ad una piadina e sotto un sole primaverile che non dimentichi, che Piera è nonna di 4 nipoti (e si vede da come approcciava i miei bambini). Ha viaggiato tanto ed è sempre stata aperta verso la diversità. Ha insegnato italiano in Argentina ed in Turchia e oggi, come allora, guarda il mondo con curiosità e cuore aperto. E trasmette la stessa passione ai suoi nipoti. Insomma, la guida ideale per la nostra family giramondo…!

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Inforcate le bici messe a disposizione da Piera, iniziamo il tour della Ravenna più iconica, quella dei mosaici, delle chiese e delle testimonianze di un glorioso passato.

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Prima tappa, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo che custodisce, al suo interno, uno dei cicli mosaici bizantini più famoso al mondo. Ho apprezzato molto Piera che ha coinvolto i miei bimbi, incoraggiandoli a guardare queste straordinarie opere d’arte come fossero fumetti.

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Dopo i mosaici di Sant’Apollinare, abbiamo visitato la tomba di Dante. Non tutti sanno che le spoglie del Sommo Poeta si trovano proprio a Ravenna e non a Firenze; ma è qui che Dante ha vissuto l’ultima parte della sua vita, in esilio. Piera ci racconta che, quando morì, i Francescani del vicino convento trafugarono il suo corpo e conservarono gelosamente le sue ossa per secoli, opponendosi alla volontà di sovrani e papi di riportare le spoglie a Firenze. Furono sempre i Francescani a salvarle dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, nascondendole sotto terra in un cortile vicino alla tomba. Oggi, a ricordare il legame di Dante con la sua regione di origine, c’è una lampada alimentata con olio d’oliva proveniente dalla Toscana che viene donato dalla città di Firenze durante uno degli eventi più belli di Ravenna, che si svolge ogni anno, la seconda Domenica di Settembre.

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Proprio di fianco alla tomba di Dante, c’è un’altra chiesa che, dall’esterno, non lascia minimamente immaginare il tesoro che custodisce al suo interno. Insomma, hai mai visto una chiesa con una “piscina” dietro l’altare?!

Si tratta della Basilica di San Francesco. Nel visitarla, Piera ci spiega che Ravenna è stata praticamente costruita sull’acqua; un tempo, infatti, assomigliava moltissimo a Venezia. Oggi di quell’acqua è rimasto ben poco in centro storico, ma – in questa chiesa – proprio dietro l’altare, resta traccia evidente del passato. La cripta, infatti, si trova sotto il livello del mare e proprio per questo motivo è completamente allagata. Sotto l’acqua, potrai scorgere splendidi mosaici e anche qualche pesciolino rosso; i pesci sono stati messi per mano dell’uomo, ma fa comunque una certa impressione vederli nuotare nel bel mezzo di una chiesa!

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Per pranzo, ci dirigiamo verso la Rocca Brancaleone. Piera ha capito che i bimbi hanno bisogno di una pausa tutta per loro – per cui, ci lasciamo alle spalle le affascinanti osterie del centro storico e ci abbandoniamo alla lentezza fanciullesca del parco che abbraccia questa Rocca costruita dai veneziani nel 1457 e che faceva parte della cinta muraria della città.

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Entrarci è già un’avventura, perchè bisogna attraversare un ponticello di legno. A bordo delle nostre biciclette, ci immaginiamo cavalieri che galoppano sui loro cavalli e tutto profuma di magia.

All’interno, poi, la magia si compie davvero perchè dietro le possenti mura si nasconde un giardino di circa 17.000 mq, nel quale i bambini possono divertirsi in totale sicurezza tra alberi, giostre, una grande scacchiera, una pista da pattinaggio e numerose fontanelle per divertenti giochi d’acqua se il tempo lo permette. C’è anche un percorso didattico con pannelli educativi che illustrano le caratteristiche storiche e architettoniche della Rocca.

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E, tra un gioco ed un altro, cercate tutti insieme la grande quercia abbarbicata alle mura (si trova vicino al torrione della Ghiacciaia), sedetevi ai suoi piedi e godete di questi momenti che davvero fanno del viaggio un’esperienza di vita.

Nel parco, ci sono anche servizi igienici pubblici ed un bar dove abbiamo mangiato una delle più gustose piadine di tutta la mia vita!

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Ultima tappa del nostro giro nella Ravenna iconica è il Mausoleo di Teodorico, che si staglia fiero contro un cielo nel frattempo diventato plumbeo. Piera ci racconta che la cupola è stata costruita da un pezzo di pietra unico, che arriva dalla lontana Istria. Ancora oggi, non si riesce a spiegare come sia stato trasportato (il suo peso avrebbe affondato una qualsiasi nave) e con quali mezzi sia stato issato sul mausoleo.

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Ma questo incredibile monumento è affascinante anche perchè oggetto di una bella leggenda. Cerca insieme ai bimbi una crepa sulla cupola che, partendo più o meno dal centro, offende quasi tutta la circonferenza. Secondo la leggenda, a Teodorico era stato predetto che sarebbe morto a causa di un fulmine. Egli allora fece costruire il mausoleo con la grande cupola per nascondersi dentro di esso ogni volta che il cielo minacciava temporale. Ma la profezia, come tutte le profezie che si rispettano, doveva avverarsi. Così un giorno, visto il cielo azzurro e sereno, Teodorico uscì sul balcone per prendere una boccata d’aria. Non si accorse però che, in lontananza, c’era una nuvoletta grigia piccola piccola. Non fece in tempo a vederla, che dalla nuvoletta si stagliò un fulmine, il quale colpì la cupola crepandola e Teodorico che ovviamente morì.

Anche il Mausoleo di Teodorico è circondato da un enorme e bellissimo parco: 14 ettari di verde pubblico che esalta il collegamento di Ravenna con l’acqua, grazie alla presenza dei “maceri”, una serie di specchi d’acqua che possono essere percorsi grazie ad una passerella in legno che li sormonta. Nel periodo estivo, i maceri sono ricoperti di splendidi fiori di Loto, mentre durante tutto l’anno sono abitati da diversi animali, come tartarughe, pesci, oche, anatre e gabbiani.

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All’interno del parco, c’è anche una bellissima area gioco per i bimbi ed una grande pista fissa per le gare con le biglie. Non mancano l’area ristoro ed i servizi igienici.

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Oltre Ravenna, la lentezza della laguna

Il bello del mare è che ogni volta si ascoltano nuove storie, soprattutto se lo si naviga insieme a gente che, insieme mare, ha vissuto praticamente tutta la vita.  E il mare non poteva certo mancare, in questo tour incredibile alla scoperta di Ravenna, visto che la sua storia è legata profondamente all’acqua.

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Nel pomeriggio, infatti, Piera ci guida verso un angolo nascosto della laguna ravennate; impossibile scovarlo se non sei un locale. Parcheggiamo e facciamo la conoscenza di Gianpaolo, un barcaiolo che qui è nato e cresciuto. La laguna la conosce come le sue tasche.

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Saliamo a bordo della sua barca e, lentissimamente, iniziamo a navigare e ad ascoltare le sue storie. I bimbi sono rapiti dalla sua voce profonda e dagli sbuffi della sua pipa. Insieme a lui, impariamo che dall’acqua si scorgono sempre prospettive diverse, forse perché il mare riflette, sorprendentemente, tutti i nostri stati d’animo.

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Il cielo ancora incerto di primavera mi riporta all’infanzia, alla spensieratezza delle gite scolastiche, delle prime cotte, dell’anticipazione dell’estate. Ritornare bambina insieme ai miei bambini è un’esperienza incredibile; piena, incantata, inaspettata a tratti.

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Ma, a ben guardare, l’incanto è sempre stato lì, non è mai scomparso, si è solo arricchito di nuovi dettagli. La loro voce fanciullesca. La loro mano che, eccitata, stringe la mia. I loro occhi colmi di meraviglia di fronte ad uno stormo di fenicotteri rosa che spicca il volo.

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E poi, l’acqua salmastra che magicamente diventa dolce, antichi casoni da pesca costruiti con materiali da recupero, un bellissimo cigno nero che si scorge da lontano…

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Ravenna e i cappelletti. A casa di zdora Silvana

Lasciamo Gianpaolo, la laguna e la sua barca come si lascia un vecchio affetto. Ma un altro spettacolare incontro ci aspetta: quello con zdora Silvana, un’arzilla settantenne che, dall’età di sei anni, impasta uova e farina con amore.

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A casa sua (si, hai capito bene! Piera ci porta proprio a casa di nonna Silvana e della sua famiglia!), impariamo a fare le tagliatelle, la piadina e i famosi cappelletti. Questi ultimi sono poco più grandi dei tortellini, ma il ripieno è fatto rigorosamente di formaggio e uova, niente carne!

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Se Silvana è la regina dei cappelletti, sua figlia Antonella è invece la regina della piadina. È fantastico assistere ai “piccoli litigi” tra madre e figlia su quale sia la ricetta originaria. Silvana asserisce che ci vuole solo farina, acqua ed un pizzico di bicarbonato; Antonella, invece, segue la ricetta di Artusi e afferma con forza che ci vuole lo strutto ed il latte.

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Tra una risata ed un battibecco, impastiamo, tiriamo, tagliamo. E poi, con il cuore colmo di orgoglio, ci sediamo a tavola e ceniamo con tutta la famiglia. Ci immergiamo nella convivialità romagnola più autentica e, di fronte ad un piatto di tagliatelle al ragù ed un buon bicchiere di vino, sembra incredibilmente naturale scambiare storie, emozioni e sogni con persone incontrate nemmeno un paio d’ore prima. Un’esperienza unica, che ricorderemo per sempre!

Informazioni utili sul tour Lookals di Ravenna

Se hai voglia di provare insieme ai tuoi bimbi questa esperienza firmata Lookals nella Ravenna più autentica, a questo link puoi trovare maggiori informazioni sul tour che abbiamo testato noi. Piera, la nostra guida local, è una persona fantastica ed è stata incredibile con i bambini; capisce le loro esigenze e sa adattare tempi e spiegazioni al loro umore – una cosa che ho apprezzato tantissimo. Insomma, una vera avventura family-friendly, tra storia, cultura, cibo, natura e divertimento!

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