Whale watching all’Isola di Faial – Azzorre

Prosegue il nostro incredibile viaggio con bambini alle Azzorre. Dopo Sao Miguel, di cui potete leggere qui, proseguiamo per l‘isola di Faial – dove faremo, tra le varie cose, anche una fantastica esperienza di whale watching azzorre.

whale watching azzorre

L’abbiamo raggiunta in volo, in una quarantina di minuti, dall’aeroporto di Ponta Delgada utilizzando la compagnia Sata che collega tutte le isole (ha voli diretti anche vola anche in Canada e Stati Uniti dove vivono le comunità più consistenti di emigrati con radici azzorrane: circa 1 milione di persone). L’isola è lunga 19,8 chilometri e larga 14, ha quasi 15mila abitanti e fa parte del gruppo centrale delle Azzorre: il cosiddetto “triangolo” con Pico e São Jorge e Pico.

La Baya di Horta. Foto Turismo Azzorre

La Baya di Horta. Foto Turismo Azzorre

Siamo arrivati la sera, nella nebbia, e abbiamo guidato sino a Castelo Branco, a cinque minuti di strada dall’aeroporto, dove avevamo prenotato, sempre tramite Airbnb, da Maria Ines e “Ze”, simpatica coppia in pensione che ci ha lasciato l’intera mansarda della loro casa: grande camera con due letti, salotto con divano letto e poltrona, angolo studio e bagno con doccia. La mattina super colazione a base di prodotti locali come formaggio, latte, tè di Sao Miguel, marmellata fatta da Maria Ines. Ci siamo sentiti come a casa accolti anche dalla festosa Martinha, meticcia di tre anni dispensatrice di bacini e leccatine affettuose.

Isola di Faial con bambini: cosa fare e cosa vedere

Il mattino dopo, sempre nella nebbia, inizia la nostra esplorazione dell’isola. Come prima cosa, ci siamo diretti alla città principale, Horta – famosa soprattutto la sua marina, nota in tutto il mondo per i velisti che fanno rotta verso l’America attraversando l’Atlantico. La banchina del porto è unica al mondo, ricoperta da disegni e scritte lasciate negli anni da centinaia e centinaia di equipaggi. Vale davvero la pena di passarci qualche ora insieme ai bimbi, sia per ammirare le barche presenti sia per ammirare i dipinti dei marinai.

La collezione di incisioni su ossa di balena del Peter's Caffè Sport di Horta.

La collezione di incisioni su ossa di balena del Peter’s Caffè Sport di Horta.

D’obbligo, per pranzo o per cena, una puntatina al Peter’s Cafè Sport, il locale per eccellenza di chi frequenta il mare dove si trova la più grande collezione al mondo di scrimshaw ovvero di incisioni su ossa di balena, conchiglie, etc. Meglio prenotare perché il locale è sempre pieno. C’è chi viene solo a bere una birra o un bicchiere di gin, ma il cibo è davvero buono e i prezzi più che abbordabili.

Sul promontorio della baia di Porto Pim (alle spalle della marina), alla base del Monte da Guia, ci sono poi tre visite da fare assolutamente, se volete capire meglio storia e cultura dell’isola. Tutte al coperto e quindi ideali in caso di pioggia come è capitato a noi…

La prima è Casa dos Dabney dove è raccontata – con un bel filmato, oggetti e arredi – la storia del console americano Dabney imprenditore e filantropo che tanto fece per l’economia del posto.

Visita all'Acquario di Porto Pim

Visita all’Acquario di Porto Pim

Se siete amanti del genere, con lo stesso biglietto si entra anche all’Acquario di Porto Pim: siamo rimasti tutti favorevolmente colpiti dai giovani ricercatori che vi lavorano ed è stato molto interessate ascoltare le loro storie, soprattutto quando il tour si è concluso presso una vasca “educativa”, dove ci hanno spiegato la grave situazione dei nostri mari, inquinati da tutti i rifiuti che vi gettiamo e che causano la morte di decine di creature. Molto bello anche il filmato che mostra le bellezza di una parte del fondale nei pressi dell’Acquario e altre riprese fatte a bordo di un sottomarino di una Fondazione che ha base a Horta.

Fabbrica balene Porto Pim.

Fabbrica balene Porto Pim.

E poi… whale whatching azzorre

Dopo l’acquario, ci dirigiamo finalmente verso la Stazione delle Balene di Porto Pim, ovvero l’ex fabbrica dove venivano lavorate le carni delle balene e dove veniva estratto l’olio per lubrificare i macchinari e generare energia elettrica.

Un tempo, le Azzorre vivevano principalmente di caccia alla balena. Da diversi anni, ormai, i pescatori hanno smesso di uccidere questi meravigliosi mammiferi, ma questi cetacei sono ancora fonte di sostentamento per gli azzorrani. Oggi non si cacciano più ma si esce in mare per fotografarle e osservarle. Nell’area infatti vivono o comunque transitano circa un terzo dell’ottantina di specie esistenti.

Coda di Capodoglio.Foto Lisa Steiner

Coda di Capodoglio. Foto Lisa Steiner

Anche noi naturalmente ci siamo prenotati per fare whale watching azzorre

Ci siamo rivolti alla “massima autorità” del campo: Norberto Serpa, il primo ad aver aperto questa attività a Faial oltre una ventina di anni fa: Norberto Diver. Tutti lo conoscono ad Horta e, da sempre, è animato da una grande passione per il mare e i suoi abitanti. A seconda delle condizioni del tempo si esce con la grande barca a motore o con i canotti zodiac più veloci, ma più instabili.

gommone e delfini

La durata media dell’escursione? Circa 4 ore. L’avvistamento di balene e delfini non è assicurato, ma le probabilità di incontrarli soprattutto nelle acque verso l’isola di Pico, sono più che buone. Noi, seppure con condizioni climatiche davvero brutte (nebbia e umidità all’80 per cento) abbiamo visto una decina di delfini e altrettante balene. Tra queste una Big Blu ovvero l’animale più grande al mondo con i suoi 30 metri di lunghezza e la Fin Whale, il secondo animale più grande al mondo con i suoi 24 metri di lunghezza!

Cachalote

Intabarrati e coperti dalle cerate offerte da Norberto, abbiamo passato un pomeriggio fantastico. L’emozione infatti è grande quando, facendo scorrere lo sguardo sulle onde,uno dei passeggeri avvista gli enormi cetacei. E poi… via conle foto. Spruzzi, schiene, può anche capitare di cogliere una coda prima che le bestie maestosamente si immergano.Uno spettacolo unico che porteremo sempre nel cuore.

barca-vetro

Un’altra escursione, proposta sempre al porto di Horta e molto amata dai bambini è quella a bordo di OceanEye, una speciale imbarcazione, con il fondo in vetro, che permette di vedere i pesci nei fondali. Un modo e pratico, per chi non vuole immergersi, per avere l’opportunità di dare un’occhiata al mondo sottomarino.Si sta al coperto, seduti comodi e anche in caso di cielo coperto, si esce ad esplorare.

Giovani velisti del Clube Nautico di Horta

Giovani velisti del Clube Nautico di Horta

Per i ragazzi più attivi si possono poi fare lezioni di canoa o di vela. Il Clube Nautico di Horta ha istruttori molto in gamba e i ragazzini del posto accolgono con gioia e simpatia i piccoli turisti che amano fare sport d’acqua.

Il Centro di Interpretazionedel vulcano capelinhos visto dal faro.

Il Centro di Interpretazionedel vulcano capelinhos visto dal faro.

L’ultimo giorno di permanenza abbiamo fatto tutto il giro dell’isola lungo la strada costiera. Niente sole e quindi nessuna possibilità di fare un bel trekking verso la Caldera del vulcano centrale dell’isola (troppo fango e quindi il rischio di scivolare e farsi male), ma ci siamo più che consolati andando al Centro di interpretazione del Vulcano Capelhinos nella parte occidentale dell’isola.

multimedia

La visita è interattiva con decine di postazioni multimediali, filmati, fotografie, materiale vulcanico, un filmato in 3D incredibile. Insomma il Centro è davvero molto ben strutturato e ci ha davvero entusiasmati: tutti quanti. Si trova sottoterra, ai piedi del faro di Costado da Nau, dove sorge maestoso il vulcano di Capelinhos, testimone dell’ultima eruzione manifestatasi alle Azzorre,nel 1957, eruttando lava e materiale per 13 mesi e trasformando così la geografia dell’isola (e obbligando a emigrare circa 1000 abitanti).

faro

Il paesaggio, soprattutto immerso nella nebbia come lo abbiamo visto noi, è lunare. Consigliamo di salire in cima al faro (il biglietto è unico) per godere di una vista, se sarete più fortunati di noi, eccezionale della costa e dell’entroterra proclamato riserva naturale.

E con questo ultimo consiglio, si conclude anche il racconto della nostra visita all’isola di Faial con bambini – il cui momento clou è stato, ovviamente, l’esperienza di whale whatching azzorre

Ci resta un’ultima tappa da condividere con voi, prima di lasciare le Azzorre per sempre: la meravigliosa Isola di Pico con il suo vulcano, le sue grotte e, ovviamente il suo mare: a questo link, il nostro terzo diario di viaggio.

***

Info: Ente del turismo del Portogallo e Ufficio turismo delle Azzorre
Alloggio: Airbnb
Voli: Voli: Ryaniar, la compagnia low cost ha voli dall’Italia (MIlano, Roma, Pisa) per Lisbona e quindi da Lisbona per Ponta Delgada sull’isola di Faial. Per i voli interni, da isola a isola, la compagnia con voli giornalieri all’interno dell’arcipelago è Sata.

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