Varsavia con i bambini: Breakfast Market, il “Mostro” e il Museo Polin

Terzo giorno a Varsavia. Fatta la nostra abbondante e gustosa colazione con prodotti biologici e locali al nostro B&B eccoci in cammino, con la nostra guida Joanna, verso il quartiere Zoliborz, a Nord del Centro di Varsavia. Si tratta di una zona verde, caratterizzato soprattutto da villette a due piani. Quartiere molto tranquillo dove quasi tutti si conoscono, abitato da sempre da insegnanti, professori universitari, librai, etc.

breakfast-marketBreakfast Market. A Zoliborz i turisti sono ancora pochi ma, poco alla volta, l’iniziativa del Breakfast Market”  nata quattro anni fa da un’idea di Bianca Torossian e dal suo compagno Christopher sta diffondendosi con il passaparola e gli stranieri vengono qui sempre più volentieri il fine settimana per assaggiare le specialità locali, fare due chiacchiere e partecipare ai numerosi workshop proposti ad adulti e bambini. Il quartiere si raggiunge comodamente in tram (frequenti, spaziosi, puliti).
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Il Breakfast market è davvero bello e accogliente. Si sviluppa in un’ampia area verde e gli stand multicolori con i cibi e i prodotti esposti invitano afermarsi, assaggiare, curiosare. Nostro figlio ha partecipato ad un corso per imparare a fare le crepes e si è divertito moltissimo. Altri bambini hanno piantato semi e imparato nomi delle piante al corso di giardinaggio. I più piccoli giocavano tra i gonfiabili. Gli adulti? Serenamente seduti ai tavoli sorseggiando bevande, mangiando e parlando con vicini di casa e amici.
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Abbiamo incontrato Bianca Torossian che ormai si occupa a tempo pieno dell’organizzazione del Breakfast Market e ci ha raccontato che, dal prossimo inverno, organizzeranno un altro Breakfast Market a due fermate di tram dalla Stazione centrale, ad Hala Mirowska.

hala-mirowskaSi tratta di un’ex caserma militare dove in seguito sono stati fatti incontri di pugilato ed esercitazioni di tiro con l’arco. L’edificio (3400 metri quadrati di estensione), abbandonato da tempo, verrà presto sistemato e riaperto in autunno.

pane-dolciSette giorni su sette in questo caso. Bianca e Christian accoglieranno un centinaio di stand e proporranno iniziative culturali, attività sportive, laboratori. Insomma, un altro indirizzo da mettere in agenda per chi visita Varsavia. Un luogo trendy di sicuro.

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Terrazza del Palazzo della cultura e della scienza. Dal Breakfast Market abbiamo preso un tram in direzione del cosiddetto “Mostro” ovvero il Palazzo della Cultura e della Scienza, tipico esempio di architettura socialista visibile da qualsiasi punto della città (è l’edificio più alto della Polonia: 237 metri in cima alla guglia che lo caratterizza ndr). Il “Mostro” venne costruito come “regalo dei popoli sovietici” ai polacchi, in realtà simbolo della dominazione sovietica e fa parte dei monumenti protetti come la Città Vecchia. L’orologio sulla torre è relativamente nuovo: venne inserito nel 2001 per salutare il nuovo Millennio.

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Stazione centrale e shopping center.

Nel Palazzo ci sono quattro teatri, un cinema multisala, due Musei imponente quello della Tecnologia e curioso quello delle Bambole), due biblioteche, un’enorme sala congressi e sala concerti e un ufficio turistico. D’obbligo la salita alla terrazza al trentesimo piano. Nell’ascensore c’è una persona che vi sta chiusa tutto il giorno a schiacciare i pulsanti di salita e discesa! In pochi secondi si è arrivati e si può godere il panorama cittadino più vasto e completo. Dal campanile della Chiesa di Sant’Anna nella Città Vecchia infatti, la vista è parziale. Insomma la salita alla Terrazza del “Mostra” vale la pena.

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Museo delle case delle bambole. Aperto un anno fa si trova nel cortile interno del Palazzo della cultura e della scienza. Lo abbiamo visitato dopo la pausa pranzo al Cafe Kulturalna, presso il Teatro Nazionale, anch’esso all’interno del “Mostro” (ambiente casual, cibo gustoso).
La collezione di oltre 100 casette arredate provenienti da tutto il mondo è privata e propone anche una serie di giocattoli sacri. Accompagnati da una guida si comincia la visita varcando un portone “magico” che proietta i visitatori in questo ambiente unico e affascinante. Non solo per i bambini naturalmente. E non solo per le bambine perché ogni casetta è un vero gioiello di architettura.

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La prima casetta venne costruita nel 1558 quando il principe bavarese Alberto la volle per fare un regalo particolare e originale all’amata figlia. Aneta Popiel-machnicka, la proprietaria, ha raccolto case di bambole da sempre. La maggior parte provengono da Germania e Francia.

classeInsomma, un vero e proprio spaccato di vita sociale a cominciare dall’Ottocento per continuare fino agli anni Sessanta. Vi sono persino esemplari di aule scolastiche, di ospedale, di case per religiosi. E tanti piccoli oggetti d’arredo.

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Polin Museo www.polin.pl Lasciato il Museo delle bambole abbiamo preso un tram per raggiungere un altro Museo imperdibile di Varsavia: il Museo Polin che ripercorre mille anni di storia degli ebrei polacchi. Al suo ingresso è stato costruito il Monumento agli Eroi del Ghetto dove i visitatori ebrei lasciano un sassolino per ricordare i tanti che morirono a causa del nazismo.

IMG_3443-copiaIl Polin propone otto gallerie multimediali dai tempi del primo insediamento nel Medioevo (prima della seconda guerra mondiale gli ebrei rappresentavano il 30 per cento della popolazione di Varsavia) passando per periodi tumultuosi, l’Olocausto e infine il periodo dopo il 1989 con la rinascita della comunità ebraica.
IMG_3450-copiaGirare per il Museo riserva soprese continue. Grazie agli elementi interattivi non ci si annoia. I bambini più piccoli hanno un apposito spazio dove stare e giocare, i più grandicelli, si divertono a toccare, scoprire, vedere spostandosi di area in are. Possono stampare le pagine di un libro, osservare monete preziose, camminare per una perfetta ricostruzione di una strada del ghetto, toccare con mano i giochi di una volta, ballare sulle note di una danza jiddish.

IMG_3451La visita è per tutti un momento di riflessione e mette i brividi sedere sul tram che simula il passaggio all’interno del ghetto quando questo venne sigillato dai tedeschi.

Informazioni pratiche: Ente Nazionale polacco per il turismo
A Varsavia inoltre è consigliato farsi accompagnare da una guida. Joanna Bonini, sposata da oltre vent’anni con un italiano, è la persona giusta: estroversa, gentile e profonda conoscitrice della città, ha creato un blog e, con una collega, ha aperto un’agenzia che propone tour “su misura” sia cittadini  che in tutta la Polonia.

 

 

 

 

 

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