Varsavia con i bambini: sulle tracce di Chopin

Più bella di come ce la aspettavamo. Una città vivace, ricca di cultura e iniziative. Popolata da persone educate e gentili, con profonde radici legate alla storia e alla tradizione, ma proiettate nel futuro. Persone che amano i bambini e hanno un occhio di riguardo per loro. Insomma, la scelta di volare a Varsavia si è rivelata più che positiva. Vi abbiamo trascorso quattro giorni pieni (pernottando tre notti) e siamo così riusciti ad avere un assaggio della sua poliedricità.

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Un bambino osserva la riproduzione della Città Vecchia di Varsavia.

Sì perché la capitale polacca è paragonabile ad un puzzle fatto di parti differenti che ben si uniscono fra loro. La prima cosa che ci ha colpito è stato vedere come i polacchi siano riusciti a ricostruire una città completamente rasa al suolo dai tedeschi nel 1944. E a riprodurne gli edifici in modo esemplare. Anche per questo la Città vecchia è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: un riconoscimento più che meritato. Uno sforzo monstre che lascia ancora di più a bocca aperta quando si vedono i filmati e le foto di com’era ridotta in macerie la capitale polacca.

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La Chiesa dei Carmelitani, una delle poche rimaste in piedi dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi quell’impegno è stato ripagato e Varsavia è una città europea a pieno titolo. Dove si gira sentendosi sicuri. Dove, pur con i ritmi frenetici di tutte le capitali e l’assalto dei turisti, c’è ordine e pulizia.

Durante il soggiorno il tempo ci ha dato una mano: due giorni di sole, due nuvolosi. Comunque si stava bene e l’abbigliamento a cipolla si è rivelato fondamentale. Così come l’esserci rivolti ad una guida di lingua italiana. Grazie a Joanna Bonini (sposata da oltre vent’anni con un italiano) infatti, i quattro itinerari, studiati su misura con il giusto mix di cultura, arte, storia, curiosità, divertimento, hanno accontentato sia noi adulti che nostro figlio.

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La via Reale a Varsavia con bambini 

A pochi passi dal nostro Bed & breakfast, vi è la via principale del centro storico che diventa pedonale tutti i week end a partire da maggio e quindi si presta ad essere percorsa a piedi o in bicicletta. Per vedere com’era una volta basta osservare le riproduzioni dei quadri del Canaletto, che qui visse a lungo nella metà del Settecento, e che sono posizionate in punti strategici.

Cosa c’è da vedere? La Basilica minore della Santa Croce, così consacrata da papà Giovanni Paolo II nel 2002, dove è conservato in un’ urna il cuore di Chopin che morì a Parigi e chiese alla sorella di portare il cuore nella sua città; la Chiesa dei Carmelitani, una delle poche che non venne distrutta nel 1944 dopo la rivolta di Varsavia ( vicino c’è la statua di Adam Mickiewicz, il principale poeta polacco).

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La Basilica minore della Santa Croce dove è conservato il cuore di Chopin.

E ancora: il Palazzo Presidenziale, l’Accademia delle Belle Arti dove, in un appartamento, visse per tre anni Chopin con la sua famiglia; la chiesa di Sant’Anna, risparmiata dalla distruzione: l’esterno è in stile neoclassico mentre, a sorpresa, l’interno è barocco: il consiglio è di visitarla a mezzogiorno per assistere al concerto quotidiano (tranne il sabato e la domenica). La via Reale termina alla piazza del Castello Reale dove la stanza più bella è senza dubbi quella con i quadri del Canaletto salvati ai bombardamenti. Notevole la vista sui giardini che si trovano sulla scarpata che si affaccia sul fiume Vistola.

Una famiglia seduta su una delle "Panchine di Chopin". Alle spalle il monumento a Copernico.

Una famiglia seduta su una delle “Panchine di Chopin”. Alle spalle il monumento a Copernico.

Sulle tracce di Fryderyk Chopin

A Varsavia tutto ruota intorno al grande musicista che qui abitò dai primi mesi della sua vita. Un bimbo talentuoso che cominciò a suonare il piano a soli due anni! Quando si è stanchi ci si può riposare su una delle 15 panchine “multimediali” posizionate nei luoghi legati a Chopin. Basta sedersi, schiacciare un pulsante e si viene avvolti da una delle melodie del musicista. Molto apprezzata dai ragazzi è poi l’iniziativa “Selfie con Chopin”. In pratica, in 5 spot è possibile, dopo aver scaricato l’apposita app, mettersi in un punto preciso e farsi fotografare con il musicista accanto!

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Il cambio della guardia davanti alla Statua del Milite Ignoto.

Nostro figlio lo ha fatto agli splendidi Giardini Sassoni dopo aver assistito al Cambio della Guardia davanti alla statua del Milite ignoto (avviene tutti i giorni allo scoccare dell’ora, anche di notte e la domenica a mezzogiorno è accompagnato dal rullo di tamburi e dagli squilli di tromba) e prima di andare a scatenarsi nel parco giochi affollato di bimbi polacchi e stranieri.

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Uno dei giochi interattivi di movimento all’interno del Museo Chopin.

Poi siamo stati al Museo Chopin, inaugurato nel 2010 a 200 anni dalla nascita. Il Museo è il top per chi ama il compositore polacco. All’interno, oltre ad un’area dedicata ai più piccoli con video e filmati, vi sono numerose altre postazioni interattive e i bambini si divertono un mondo.

piano-chopinNei cinque piani dell’edificio vi sono, in totale,  oltre 7500 oggetti, 70 stazioni multimediali, 39 installazioni video, una stanza della musica, 4 pianoforti!

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L’Orso e la Sirenetta a Varsavia con bambini 

Varsavia è una città ricca di leggende che affascinano adulti e bambini. Per andare da piazza del Castello Reale alla Piazza del Mercato, nella città vecchia (dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco) , si passa davanti ad una statua di un orso in pietra, posizionata accanto al portone in metallo della Chiesa dei Frati Gesuiti, in via Swntojanka, abbellito da due splendidi angeli scolpiti da Igor Mitorei. Leggenda narra che l’orso in pietra raffigura un principe così trasformato dopo aver visto la sua innamorata sposare un altro: il principe sta ancora aspettando che una bella donna lo baci e lo faccia tornare umano…

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Nella caratteristica Piazza del Mercato, la più antica e colorata di Varsavia (anch’essa è stata tutta rifatta naturalmente) spicca invece al centro una fontana con la statua di una Sirena (un’altra statua a lei dedicata si trova lungo l’argine della Vistola, vicino al Museo Copernico ndr). I bambini di solito amano entrare nella vasca e spruzzarsi d’acqua mentre viene raccontata loro la sua storia: la sirena era molto amata dai pescatori di Varsavia per il suo canto, ma venne catturata e imprigionata da un mercante. Il figlio di un pescatore udì il suo pianto della sirena e, una notte, la liberò. Da allora la sirena promise di difendere il ragazzo e tutti gli abitanti di Varsavia con la sua spada.

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La statua del Piccolo Insorto dedicata a tutti i bambini che lottarono contro i tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale.

Il piccolo insorto a Varsavia con bambini 

Le mura circondano parte della città vecchia. Anche se sono state ricostruite, esercitano sempre il loro fascino. D’obbligo la camminata fino in via Podwale lungo la muraglia, dove si trova la statua del Piccolo insorto. Rappresenta un bimbo con un elmetto più grande della sua testa e simboleggia tutti i bambini che parteciparono all’insurrezione di Varsavia contro i tedeschi nella seconda guerra mondiale. Sono gli scout della città a prendersene cura e ha portarvi i fiori. Gli scout infatti furono tra i principali protagonisti dell’esercito dei bambini in quei tempi cupi.

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Il Barbacane, porta d’ingresso alla Città Vecchia.

In battello lungo la Vistola a Varsavia con bambini 

Dalle mura, vicino all’imponente Barbacane (il torrione fortificato d’ingresso) per andare verso il fiume Vistola che taglia la città, ci siamo fermati davanti alla casa di Maria Sklodowska-Curie, vincitrice del Nobel per la fisica nel 1903 (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) e di quello per la chimica, nel 1911 per aver scoperto il radio e polonio.
Niente di meglio che questa tappa per ispirare chi ha una bambina, ma anche un maschietto, parlando della determinazione e della dedizione di questa donna straordinaria. L’intenzione del museo, fondato nel 1967 in occasione del centenario della nascita della scienziata, era ed è celebrare la prima donna professore alla Sorbona e, finora, l’unica donna sepolta per i suoi meriti nel Pantheon di Parigi.

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Si possono noleggiare canoe e pagaiare lungo la Vistola.

Subito dopo ci siamo diretti all’imbarcadero per navigare lungo la Vistola (Rejsy Po Wisle). La partenza è dal molo del Boulevard Jana Karskiego. I giri in barca durano in genere un’ora tra andata e ritorno e si passa sotto cinque ponti. Un’esperienza sempre piacevole.

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Si possono ammirare la città Vecchia, il Museo di Copernico. A bordo ci hanno viziato con dolcetti e bevande. Lungo l’argine del fiume si può anche fare una bella passeggiata di circa 4,5 chilometri: hanno aperto localini, bar e noleggi di canoe e kayak. Dal lato opposto si trova lo Stadio del calcio, alcune spiagge e le aree verdi più selvagge intorno allo zoo.

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Il laboratorio Lizaka sulla Via Reale.

Al termine della giornata, infine, una sosta “dolce” per accontentare nostro figlio. Sulla via reale c’è un  negozio-laboratorio dove producono caramelle e lecca-lecca senza coloranti e additivi chimici. Si può vedere “in diretta” come vengono preparati ed è quindi interessante per i ragazzi.

Varsavia con bambini – informazioni pratiche:

Chopin: per scoprire i luoghi, il museo, i concerti, la musica, scaricare la app per “fare un selfie con Chopin” e la quella per seguire le sue orme nella capitale polacca, visita il sito dell’Ente del turismo polacco, alla sezione dedicata a Chopin.

Guide turistiche: a Varsavia inoltre è consigliato farsi accompagnare da una guida. Joanna Bonini, sposata da oltre vent’anni con un italiano, è la persona giusta: estroversa, gentile e profonda conoscitrice della città, ha creato un blog e, con una collega, ha aperto un’agenzia che propone tour “su misura” sia cittadini  che in tutta la Polonia.

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Mezzi di trasporto: biglietto giornaliero valido 24 ore costa circa 4 euro; il biglietto per il week-end, utilizzabile fino a 5 persone, costa circa 10 euro; una corsa circa 1,5 euro.

Dormire: Chopin Boutique b&B, B&B a carattere famigliare, e allo stesso tempo ricercato in posizione centrale. Colazione varia con ingredienti di qualità e organici come pomodori e cetrioli e fatti in casa come le marmellate. Sala per concerti. Si trova in un palazzo del 1910 rimasto intatto dopo la guerra fatta eccezione per il tetto e la torre d’angolo. Vi abitava la famiglia nobiliare Plater e in seguito l’attivista polacco Roman Dmowsk.

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La sala della colazione. Il lungo tavolo aiuta a fare amicizia.

E’ stata la prima casa privata di Varsavia di stile modernista. Disegnata dall’architetto ebreo di Varsavia Edward Eber che andò a studiare in Germania. Mobili e arredi in stile Anni 30 e 40. Prezzi: dai 400 i 550 zloty ovvero da 100 a 160 euro a notte per tre persone (70 zloty in più a persona a notte); appartamento stagione media 600 zloty per due persone -120 euro e poi 70 zloty in più a persona.

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Una delle aree-bimbi del ristorante Zapiecek.

Mangiare: Ristorante Zapiecek , è una catena che propone piatti tipici e ha 6 ristoranti (2 in centro). I bambini sono i benvenuti: hanno un menù speciale e, in particolare, nel locale di via Nowy Swiat 64 hanno due spazi dedicati molto belli e spaziosi con libri, video con cartoni animati degli anni Settanta, giochi a disposizione. Da assaggiare? Il piatto tradizionale per eccellenza si chiama pierogi. Specie di ravioli un po’ più grandi con ripieno di funghi o carne o spinaci opatate e ricotta (costo 6 euro).Ci sono anche dolci con marmellata di mirtilli o di fragole. Un altro classico è la zuppa di barbabietola a 4 euro. Il petto di pollo con fagiolini costa circa 4 euro.

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Lo Zurek.

Sulla via Reale: Ristorante Specjaty Regionalne via Newyorkese Swiat 44. Aperto 7 anni fa propone specialità polacche con ingredienti di alta qualità che vende anche in una catena di negozi. Da ordinare: antipasti freddi a base di pesce, la zuppa in crosta di pane con le uova sode (zurek), la zuppa di pomodori, il pesce di lago e anche lo stufato di carne con crauti, salsicce e funghi. Tra i dolci: la torta al papavero e quella alla ricotta.

A breve la seconda parte del nostro bellissimo viaggio a Varsavia con i bambini. Stay tuned!

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