Norvegia con bambini: a Bergen per risalire la costa con il Postale Hurtigruten

La Norvegia è lunga e stretta. Con centinaia e centinaia di chilometri di coste. E fiordi meravigliosi, natura intatta, montagne verdi, laghi azzurri. Salendo verso Nord, poi, la luce diventa protagonista. Insomma spettacoli da cartolina. E per scoprire questo bel Paese c’è un viaggio, definito “il più bello al mondo”, ideale da fare con i bambini: una crociera con il Postale Hurtigruten che fa servizio da Bergen al Sud fino a Kirkenes, all’estremo Nord (al confine con la Russia) e poi ritorna. È quello che abbiamo fatto noi e qui trovate il nostro racconto.

Quattromila e seicento 49 chilometri di navigazione lungo la costa norvegese con 34 scali. La compagnia che propone l’itinerario è Hurtigruten con ben dodici navi che solcano il mare tutti e 365 i giorni dell’anno. Rifacendo sempre le stesse tappe. Come un treno del mare.

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Foto Roberto Savioli

Incuriositi e affascinati dall’idea di essere a bordo di un’imbarcazione che fa anche un servizio di pubblica utilità abbiamo prenotato un viaggio di sei giorni (tanti ne occorrono per arrivare da Bergen a Kirkenes), portando naturalmente con noi nostro figlio, entusiasta all’idea di viaggiare per mare su una nave da crociera. Sì, perché ormai le navi “Costal Express” come vengono chiamate, portano posta, pacchi, auto e residenti norvegesi, ma soprattutto sono state costruite e messe a punto per trasportare turisti nel massimo comfort.

Le Hurtigrutigen comunque non sono imbarcazioni gigantesche, ospitano da 318 ad un massimo di 1000 passeggeri e permettono così di avere un rapporto più personale con l’equipaggio e anche con gli altri viaggiatori.

Il Bryggen, il porto, patrimonio dell'Unesco.

Il Bryggen, il porto, patrimonio dell’Unesco. Foto Ufficio turismo Bergen

Punto di partenza classico è Bergen, nella parte Sud della Norvegia, città dalle antiche radici, vivace centro culturale e artistico da sempre. Circondata da sette montagne e affacciata sul mare, Bergen è bella, pulita, ordinata, organizzata, accogliente. Una meravigliosa destinazione da visitare anche in un weekend.

Bergen con bambini: cosa fare e consigli pratici

Vi abbiamo passato due giorni e una notte prima dell’imbarco. Giusto il tempo per avere un’idea della città. Il cielo è stato coperto per tutto il periodo e una pioggerellina nebulizzata ci ha fatto spesso compagnia. Del resto a Bergen, ci hanno spiegato i norvegesi, piove per buona parte dell’anno… il sole comunque ha fatto capolino per qualche ora facendoci apprezzare ancor più la città.

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Una vasca con i Granchi Reali al Fish Market. Foto Roberto Savioli

Abbiamo comprato la Bergen Card (pass indispensabile per spostarsi in città sui mezzi pubblici ed entrare, gratis, o con sconto, nei principali musei ed attrazioni e anche utilizzare il bus Hop on Hop off che porta ai punti di maggiore interesse), prenotato un tour con guida in lingua italiana all’Ufficio del Turismo e quindi cominciato la visita.

Il Fish Market e la zona del porto

Tutto a Bergen ruota intorno al porto dove si trova il Fish Market, il mercato del pesce coperto e con bancarelle esterne per acquistare il pesce, ma anche mangiare da mattina a sera. Il Bryggen, ovvero la zona del porto con le caratteristiche case colorate in legno leggermente storte perché sprofondano un poco, è stato proclamato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

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La bilancia dello stoccafisso al Museo Anseatico. Foto Roberto Savioli

Non è abitato, ma i vecchi magazzini per lo stoccaggio del pesce sono sedi di bar, ristoranti, botteghe artigiane e del Museo Anseatico che si trova nell’edificio d’angolo meglio conservato dell’area. Una visita è d’obbligo. Cosa è piaciuto a nostro figlio? Vedere la bilancia per pesare lo stoccafisso seccato e le minuscole cabine- armadio dove dormivano i magazzinieri e i marinai di passaggio.

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Foto Roberto Savioli

Dal Museo parte un minibus che porta al Museo della Pesca, dove i bambini hanno modo di imparare tutto sulla pesca con video interattivi e anche giocando.

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Foto Ufficio turismo Bergen

La Floybanen Funicurar

Una volta tornati in centro, abbiamo preso la Floybanen Funicurar, una cabina su monorotaia che sale al Monte Floyen, a 320 metri d’altezza, in sei minuti. Da qui si gode, condizioni atmosferiche permettendo, una magnifica vista di Bergen.

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Vista della città di Bergen dal Monte Floyen. Foto Ufficio turismo Bergen

La Scandinavia è famosa per l’attenzione che rivolge ai bambini e anche questo luogo non fa eccezione. Qui, infatti, troverete un attrezzato parco giochi e anche un parco avventura molto apprezzato da grandi e piccini. E poi percorsi a piedi e in bicicletta: il regno dei troll e di chi ama la natura.

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In posa vicino al Troll. Foto Roberto Savioli

Dal Monte Floien si raggiungono a piedi le altre sei montagne che circondano la città: una camminata di 35 chilometri proposta ogni anno a fine maggio. Non ne avevamo il tempo naturalmente, per cui abbiamo dovuto rinunciare. Ma è sicuramente una buona scusa per ritornare!

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Parco giochi al Monte Floyen. Foto Roberto Savioli

Dopo aver trascorso un’oretta in relax, abbiamo però raggiunto in funivia il Monte Ulriken a quota 643 metri: una meraviglia, per noi adulti, dominare dall’alto la vallata e divertimento allo stato puro per il nostro ragazzo.

I Musei d’Arte Kode

Tornati in città, ci siamo concessi una passeggiata nella zona dei Musei d’Arte Kode (Codice), i quali si affacciano su di un laghetto circondato da un verde praticello.

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Una delle sale del Museo Kode 3. Foto Roberto Savioli

Abbiamo visitato quello di arte contemporanea (Kode 2) e quello di arte moderna (Kode 3) con opere di pittori norvegesi e pittori internazionali tra cui spiccano diverse opere di Munch.

L’Acquario e il Museo della Scienza

Una tappa fondamentale, con bambini al seguito, è l’Acquario. Lo si raggiunge con il bus (incluso nella Bergen Card così come l’ingresso all’Acquario) oppure con un piccolo ferry che parte dal molo vicino al Fish Market e all’Ufficio del turismo. Qui i piccoli apprezzano soprattutto le vasche tattili dove possono, vinta un pizzico di paura iniziale per alcuni, accarezzare pesci e crostacei.

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Vasca tattile all’Acquario di Bergen. Foto Roberto Savioli

Le sale sono numerose, vi sono laboratori per i più piccoli, momenti di intrattenimento. Anche gli adulti passano qualche piacevole ora all’interno.

Un’altra tappa family-friendly da non perdere è VilVite, il Museo della Scienza con postazioni interattive e filmati in 3D per far suscitare curiosità e interesse verso la scienza e la tecnologia in modo divertente. E ben riuscito a giudicare da come reagiscono i piccoli visitatori che non si stancano affatto di girare per le sale e, anzi, fanno fatica ad uscirne.

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Bambini di una Brigata di Bergen durante una manifestazione musicale. Foto Ufficio Turismo Bergen

Bergen del resto, è decisamente una città a misura di bambino e propone, in ogni stagione, decine di iniziative appositamente pensate per loro, oltre ad avere sempre un occhio di riguardo verso le famiglie durante le tante manifestazioni (moltissimi i concerti) organizzate lungo l’arco dell’anno. Che ci sia bello o brutto tempo insomma, le proposte non mancano mai. Ecco perché, quando è arrivato il momento di salire sul Postale Hurtigruten, abbiamo capito che avremmo trascorso volentieri almeno un’altra giornata a Bergen. Un po’ di rimpianto dunque, ma anche tanta voglia di cominciare il viaggio con il Postale. E un grande sorriso è tornato sul volto di nostro figlio quando siamo saliti a bordo e ha visto la nostra cabina con la sua cuccetta…l’avventura è così cominciata.

La cabina, per tre persone, della nave Kong Harald.

La cabina, per tre persone, della nave Kong Harald. Foto Hurtigruten

Bergen con bambini – maggiori informazioni

Per maggiori informazioni su cosa fare e cosa vedere a Bergen con bambini, vi rimandiamo al sito dell’Ufficio del turismo norvegese e a quello dell’ Ufficio del turismo di Bergen; su quest’ultimo è possibile richiedere (anche in anticipo, mandando una mail dall’Italia) una guida in lingua italiana: noi lo abbiamo fatto ed è stato molto utile. È inoltre possibile acquistare online la Bergen Card.

La Begen Card ha diverse validità e, quindi, diversi costi:

  • 24 ore; costo circa 24 euro per gli adulti e 9 euro per i bambini dai 3 ai 15 anni (gratuita per i bimbi sotto i 3 anni)
  • 48 ore; costo circa 31 euro e 12 euro per i bambini dai 3 ai 15 anni (gratuita per i bimbi sotto i 3 anni)

Crociera sui fiordi norvegesi: qualche info pratica

Abbiamo dedicato alla nostra crociera sui fiordi una serie di articoli, in cui potrete trovare tutti i dettagli utili per organizzare un viaggio simile con bambini. Il primo post descrive in maniera dettagliata la nave, l’itinerario e le prime due tappe e lo trovate a questo link.

Se non avete tempo di leggerli, ecco di seguito – in breve – qualche informazione pratica su come abbiamo organizzato la nostra crociera.  Come accennato all’inizio, ci siamo appoggiati alla Hurtigruten. La particolarità e l’unicità di questa compagnia è che, lavorando come un Postale per 365 giorni l’anno, permette ai passeggeri più opzioni di viaggio: la classica crociera di sei o 12 giorni, ma anche la possibilità di interromperla scendendo per esempio in un porto, passarvi una o due notti e quindi riprendere un’altra nave della compagnia per proseguire l’itinerario. Dallo stesso scalo oppure da un altro. L’importante è organizzarsi e pianificare con tempo l’itinerario.

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Una bimba disegna nella sala grande del Postale Hurtigruten. A disposizione dei passeggeri ci sono puzzle, scacchi e giochi di società. Foto Roberto Savioli

Scegliere la formula della crociera classica ha dei vantaggi e degli svantaggi così come scegliere la formula “open”. Dipende da cosa si vuole fare e anche dal tempo a disposizione. Nel caso della “formula classica” si disfa la valigia quando si arriva in cabina e la si rifà solo quando il viaggio è finito scendendo dalla nave nei porti indicati e rimanendovi da qualche decina di minuti o qualche ora (giusto il tempo per una breve visita o un’escursione proposta da Hurtigruten o organizzata in proprio) e poi ripartire verso la meta seguente. Nel caso della “formula open” bisogna fare e disfare la valigia più volte, lasciare la cabina per una camera di albergo, ma si ha così l’opportunità di passare più tempo in un posto e quindi conoscerlo meglio.

Per leggere il nostro diario di viaggio, clicca a questo link.

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