Maya, il linguaggio della bellezza a misura di bambino

Paolo ed Elena. Ecco i nomi dei nostri nuovi amici. Due voci bambine che fanno capolino da un’audioguida davvero speciale, che ci prendono per mano e ci accompagnano alla scoperta dei Maya, un popolo misterioso e affascinante “raccontato” attraverso oltre 250 opere provenienti da prestigiosi musei messicani e da importantissimi siti archeologici. mayaverona tbnet

Di cosa sto parlando? Di una bellissima mostra visitata insieme ai bimbi un paio di settimane fa: “Maya – Il Linguaggio della Bellezza”, allestita presso il Palazzo della Gran Guardia a Verona, fino al 5 Marzo.

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Un percorso espositivo senza precedenti, suggestivo ed accattivante, che racconta il fiorire e l’evolversi di una cultura antica eppure estremamente attuale. Tantissimi infatti i parallelismi con la società di oggi: il culto della bellezza, la cura per il corpo, il ruolo dell’abbigliamento, l’atteggiamento profondamente estetico verso il mondo che ci circonda. Per i Maya, questi concetti non venivano applicati solo all’essere umano, ma anche alle divinità e agli animali. Un universo complesso, dove tutto era in continua trasformazione.

Se ti consiglio la mostra? Assolutamente si! Difficile da affrontare con i bambini? Assolutamente no!

Ovviamente, sono necessari alcuni accorgimenti ed è importante preparare i bimbi prima della visita. Più avanti nel post, ti lascio qualche spunto per coinvolgerli al meglio prima e durante la mostra. Nel frattempo, ti svelo un piccolo segreto: compresa nel costo del biglietto d’ingresso, è prevista una simpatica e coinvolgente audioguida per i piccoli ospiti!

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Ma partiamo dall’inizio…

L’audioguida per bambini e quella per adulti

Come ti dicevo, l’audioguida è inclusa nel biglietto d’ingresso sia per gli adulti che per i bimbi. Quella family-friendly consiste in una conversazione tra due ragazzi, Paolo ed Elena, che visitano insieme la mostra perchè devono preparare un tema per la scuola. Prendendo per mano i nostri piccoli viaggiatori, Paolo ed Elena li accompagnano – sala dopo sala – alla scoperta di questo affascinante popolo.

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Elena racconta la vita quotidiana dei Maya, mentre Paolo svela storie e segreti su miti e divinità. Il risultato è un dialogo scherzoso ma estremamente educativo che – con leggerezza e simpatia – intrattiene i nostri piccoli esploratori per tutta la durata della mostra.

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L’audiotour dedicato ai bambini è ovviamente più corto rispetto a quello degli adulti e le tappe sono riconoscibili grazie all’apposito segnale apposto sulle teche.

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L’audioguida per mamma e papà, invece, rivela più nel dettaglio gli aspetti centrali della mostra: la rappresentazione e la trasfigurazione del corpo umano, i capi d’abbigliamento, i gioielli, le divinità, i sacrifici umani, la scrittura e persino le tecniche usate dagli artisti Maya.

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E così, tappa dopo tappa, scopriamo insieme, ma ognuno con il proprio ritmo, curiosità e dettagli di questo straordinario popolo.

Impariamo che il culto della bellezza era molto diffuso tra i Maya, proprio come lo è oggi. Essi usavano il proprio corpo come tela su cui esprimere la loro idea di bellezza. Esattamente come facciamo noi oggi, con tatuaggi, piercing e monili ma anche con metodi più cruenti: ad esempio, i denti venivano limati con la pietra pomice per aumentarne la bellezza e affermare la propria identità personale.

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Curiosiamo tra bellissimi incensieri, statuine, monili e maschere. Alessio ha adorato i Guardiani del Cerimoniale – intermediari tra gli esseri umani e gli dei. Mentre Leonardo si è incantato di fronte alla misteriosa scrittura Maya, capace di unire ideografica e fonetica.

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Insomma, un percorso è affascinante e coinvolgente: uno stimolo continuo ed un trampolino a misura di bambino per viaggiare attraverso secoli di storia…

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Come è strutturata la mostra maya verona

La bellezza è negli occhi di chi la guarda.

Raramente mi è capitato di imbattermi in una mostra così coinvolgente. Si, allestita con il cuore. Il merito va alla curatrice Karina Romero Blanco (sua è anche la citazione qui sopra), che ha voluto un percorso insolito ed estremamente emozionante. Al contrario della maggior parte degli allestimenti museali, infatti, il percorso espositivo dei Maya non segue un ordine cronologico quanto piuttosto accompagna i visitatori di tutte le età in un viaggio concettuale che parte dall’estremo realismo della vita quotidiana fino ad arrivare alla dimensione mistica e divina.

La mostra è divisa, dunque, in 4 aree tematiche:

Prima area:  il corpo come tela

Questa sezione affronta il tema della bellezza e del corpo, mettendo in evidenza le modifiche fisiche, a volte anche cruente, che questo popolo usava fare per assomigliare ed onorare le divinità: dal semplice piercing si arrivava a deformare il cranio di un neonato nei suoi primi giorni di vita perchè si riteneva che una testa allungata ed una fronte alta fossero sinonimo di nobiltà.

Seconda area: il corpo rivestito

Questa sezione “racconta” quanto l’abbigliamento rappresentasse un vero e proprio linguaggio per la popolazione Maya. Proprio come accade adesso. La tipologia di vestiario scelta era indicativa dell’umore, dello status sociale, della provenienza e dell’identità stessa dell’individuo.  Gli uomini indossavano perizomi di vario tipo, più o meno decorati a seconda del proprio potere all’interno della società. Le donne invece vestivano in modo più semplice, con un poncho di tela bianco.

Terza area: la controparte animale

Secondo i Maya, fin dalla nascita si è accompagnati da figure animali che guidano e proteggono l’essere umano. Alcuni di essi rappresentavano un alter ego degli uomini, altri invece erano considerati sacri e rappresentavano un forte anello di congiunzione con gli Dei.

Quarta area: i corpi della divinità

Ed eccoci giunti al termine del nostro viaggio che non poteva che concludersi con le entità sacre adorate dai Maya. Erano tantissime e – insieme ad animali ed esseri umani – vanno a comporre un intricano scenario dove si mescolano aspetti negativi e positivi, gioventù e vecchiaia, terreno e divino. Ma in fondo il divino non è altro che la rappresentazione del reale, non trovate?

Insomma un popolo affascinante e pieno di sfumature che non può che incantare. Adulti e bambini. Una mostra speciale che merita da sola un viaggio con bambini a Verona. Pronti a partire?

Preparare i bambini alla mostra Maya verona

1. Come sempre facciamo, anche questa volta abbiamo letto qualche libro per immergerci nella cultura Maya e non arrivare impreparati alla mostra. Ti consiglio questi volumi

  • Il libro d’oro di Rigoberta Menchù e Dante Liano, Sperling & Kupfer, 2009
  • L’eredità segreta (stessi autori e stessa collana)
  • La storia antica di una bambina maya (stessi autori e stessa collana)
  • La grotta magica. Il fantastico viaggio di Ixkem, bambina maya
  • Lo scrigno dei sogni. La missione di Ixkem, bambina maya

2. Durante il percorso espositivo, lasciate che usino cellulari e macchine fotografiche per catturare le opere che li colpiscono maggiormente. Portate un taccuino ed una penna (noi ne abbiamo acquistate un paio addobbate con il classico teschio messicano per un incoraggiamento in più) e incoraggiateli a prendere appunti.  Si, anche se si stendono sul pavimento del museo.

3. A fine mostra, registrate una piccola video-intervista chiedendo loro quali opere li ha colpiti di più e perchè.

4. Premiateli! Per l’attenzione, la partecipazione e l’interessamento! Sarà molto più piacevole trascinarli alla prossima mostra! 😉

Informazioni utili sulla mostra Maya Verona

La mostra “Maya: Il linguaggio della bellezza” è stata allestita al Palazzo della Gran Guardia di Verona, in Piazza Bra 1, proprio davanti alla famosissima Arena; in pieno centro dunque.

Orari di apertura

Potete visitarla tutti i giorni fino al 5 marzo 2017, dalle 9.30 alle 19.30. Sono previste anche alcune aperture straordinarie come, ad esempio, a Natale e a Capodanno, ma con orari ridotti. Per maggiori info, dai un’occhiata al sito dell’evento.

Costi biglietto

Il costo del biglietto intero compreso di audioguida è di 14,00 euro per gli adulti; 12 euro per i bambini e ragazzi dagli 11 ai 18 anni e 6,50 euro per i bambini dai 4 agli 11 anni (sempre compreso di audioguida); I biglietti possono essere acquistati online, a questo link.

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