Gavi e gli antichi scavi archeologici di Libarna con i bambini

Il sole che faceva capolino dalle tende ci ha risvegliati nella nostra bella camera di Locanda La Raia. Il sonno è stato profondo senza alcun rumore a disturbarlo. Con la luce del mattino l’affaccio sul giardino delle erbe che accoglie i visitatori ha regalato a tutti e tre una profonda sensazione di pace. La ricca colazione a base di pane fatto in casa con pasta madre, marmellate, yogurt, frutta e bevande calde ci ha dato le giuste energie per fare una passeggiata tra i vigneti per ammirare le opere degli artisti invitati a creare lavori ad hoc dalla Fondazione La Raia. Cammina cammina siano arrivati fino alla stalla dove un gruppo di mucche di razza fassona ruminava sul vicino prato. Per un bambino vedere gli animali nel loro ambiente naturale è sempre una bella esperienza. Tanto più che abbiamo anche avuto la fortuna di vedere, al limitar del bosco, persino un capriolo.

Il forte di Gavi

Il forte di Gavi

Il Forte di Gavi. Una volta rientrati alla Locanda abbiamo fatto un veloce spuntino e quindi siamo partiti alla volta di Gavi. Il paese conta circa cinquemila abitanti ed è dominato dal Forte, baluardo della Repubblica di Genova, simbolo e testimone della posizione strategica di questi luoghi. Una visita è d’obbligo e, del resto, l’idea di entrare in una fortezza eccita sempre l’immaginazione dei ragazzi.

Per raggiungere il Forte si sale a piedi una stradina del Borgo antico, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano dove spicca la Chiesa di San Giacono Maggiore. Una volta in cima al Forte, costruito a più riprese dal XII secolo, il panorama domina boschi, vigneti di cortese e la piramide massiccia del Monte Tobbio.

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L’area archeologica di Libarna.

Lasciato il Paese ci siamo diretti ai vicini scavi archeologici di Libarna, l’antica città romana nata nel II secolo a.C. lungo la via Postumia, la strada che collegava Genova e Aquileia. Il sito, esteso su una superficie pari a 28 campi da calcio, dipende dal comune di Serravalle Scrivia e venne scoperto nell’Ottocento. Da tre anni, grazie all’impegno dell’associazione culturale non profit Libarna Arteventi e in collaborazione con la Soprintendenza archeologica del Piemonte vengono proposte visite e soprattutto laboratori didattici gratuiti per bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni.

L'archeologa Melania Cazzulo. Foto Nicoletta Pennati

L’archeologa Melania Cazzulo. Foto Nicoletta Pennati

Avevamo iscritto preventivamente nostro figlio che non vedeva l’ora di andare alla scoperta dei resti dell’anfiteatro, del teatro, di due quartieri di abitazioni e alcune strade urbane. Il gruppo di archeologi in erba (con tanto di caschetto giallo protettivo) è guidato da una vera archeologa, Melania Cazzulo, una giovane appassionata del suo lavoro che sa entusiasmare i bambini e soprattutto far loro capire quanto sia importante tutelare e proteggere il nostro patrimonio culturale.

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Che cosa fanno i bambini? In genere sono impegnati una mezza giornata e, dopo aver fatto la visita al sito archeologico, vengono coinvolti in diverse attività: simulare uno scavo archeologico, per trovare reperti, ripulirli e catalogarli; riprodurre i giochi dei loro coetanei come bambole e animali; ricostruire un mosaico; partecipare al gioco di Libarna, una specie di gioco dell’oca con domande e indovinelli per passare da una casella all’altra.

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Creare a un mosaico e dipingere con la tecnica dello spolvero sono state le attività che più sono piaciute a nostro figlio. Dipingere con lo spolvero consiste nel disporre un foglio, sovrapporvi un altro foglio dove si fa un disegno che viene bucherellato lungo le linee tratteggiate. Quindi vi si passa sopra una spugnetta con polvere di grafite. Così facendo la polvere passa al foglio sottostante ed ecco il disegno finale da colorare a tinte vivaci come rosso, giallo ocra, blu e verde. Al termine dle laboratorio ognuno porta a casa il proprio “capolavoro”.

Insomma, un’esperienza davvero interessante e particolare.

Per avere un’idea di Libarna è anche possibile scaricare una app per tablet e smartphone che permette di fare una visita virtuale della città, vedere il bel mosaico di Ambrosia e Licurgo, e soprattutto gli edifici ricostruiti in 3D, le vie, il foro, il teatro e le terme.

Info: Associazione arteventi; Forte di Gavi

 

 

 

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