Un weekend tra i segreti di Spoleto

Un fine settimana che sembrava essere nato sotto la cattiva stella: organizzato in fretta e furia e con le previsioni meteo decisamente contro di noi.  Si è rivelato, invece, un weekend ricco di sorprese e di segreti nascosti. Dove? A  Spoleto, una delle città più antiche dell’Umbria, con i suoi 2.500 anni di storia.

Arriviamo nel primo pomeriggio di Venerdì, facciamo il check-in in albergo, posiamo i bagagli in camera e subito decidiamo di uscire, approfittando del fatto che non piove. Ci accorgiamo immediatamente che Spoleto è una città da scoprire lentamente, passeggiando tra le sue viuzze, respirando la sua fisionomia di città medievale, godendo dello splendido paesaggio che la circonda, verdi colline e boschi millenari. E’ un salire lento, piacevole. Una passeggiata che ci conduce a spasso nella storia, una storia illustre – dato che qui soggiornò persino Giacomo Leopardi.

E così ci godiamo il continuo sali-scendi, perdendoci tra meraviglie architettoniche e scorci tanto semplici quanto commoventi, proprio per la loro semplicità.

Per le vie, i vicoli, le piazze, lo sguardo si sofferma, si adagia e viene catturato ora da un prezioso bassorilievo, ora da antiche pietre romane, che sembrano addirittura ammiccare e farci il verso. E ancora… orologi, fontane e archetti che collegano le pareti dei vicoli, talmente stretti che i palazzi sembrano abbracciarsi.

E, a proposito di baci, scopriamo un vicolo che si chiama Vicolo Baciafemmine: collega piazzetta Madonna degli Orti  a Via Quinto Settano, nota ancora oggi perché era sede del bordello cittadino. Si tratta di una viuzza talmente stretta che, a volerci passare in due contemporaneamente, i volti si trovano così vicini che sono quasi costretti a baciarsi.

Continua la nostra passeggiata slow. Nelle pozzanghere si riflettono cielo e palazzi.  E, mentre mamma e papà girano con il naso all’insù, i miei piccoli turisti sembrano voler carpire i segreti di Spoleto attraverso la trasparenza dell’acqua.

Ma esiste una Spoleto ancora più segreta: i resti della casa romana sotto il palazzo municipale, il tempio romano su cui sorge la chiesa di S. Ansano,  le cripte e i resti dell’anfiteatro romano, nostra prossima tappa, insieme all’annesso Museo Archeologico. Ed è cosi che i bimbi immaginano spettacoli d’altri tempi, esplorano cunicoli, scoprono “finestre” quasi naturali e ci trasportano allegramente ai giorni nostri, giocando a fare Spidermen sui gradini antichi dell’Anfiteatro..

Intanto arriva un temporale e ne approfittiamo per una pausa ristoratrice. Ci infiliamo in un bar con una vista magnifica proprio sull’anfiteatro. Cibo per gli occhi e per l’anima. Dopo un po’, il sole fa finalmente capolino tra le nuvole, quasi ad avvertirci che abbiamo riposato fin troppo! Non ce lo facciamo ripetere due volte.  E riprendiamo a passeggiare. Su, sempre più su, fino a raggiungere la vetta del Colle Elia, su cui sorge la Rocca Albornoziana, uno dei simboli di Spoleto. Il tratto di strada, per larga parte isola pedonale, è davvero particolare perché offre panorami e scorci straordinari.

Ma il panorama non è abbastanza per distrarre i bimbi dalla fatica della salita. E allora raccontiamo loro una leggenda… Si narra che tanto tempo fa siano stati costruiti due cunicoli sotterranei, segretissimi, che collegano la Rocca, uno  con la parte bassa della città, nei paraggi del Ponte Sanguinario, e l’altro  con l’Arco di Druso.

In realtà non sono mai state trovate prove della loro esistenza, ma questo ai bimbi non lo diciamo… E così, una volta giunti alla Rocca, loro si danno un gran da fare per scovare i cunicoli segreti…

Purtroppo arriviamo troppo tardi per visitare gli interni, per cui ci accontentiamo di esplorare l’esterno, restando abbagliati dall’imponenza del Ponte delle Torri, lungo 236 metri ed alto circa 90: è un acquedotto romano-longobardo secondo alcuni, tardo-medievale secondo altri, unico nella sua altezza, che lo rende il ponte antico in muratura più alto d’Europa.

I bimbi cercano il ponte levatoio, ma non c’è. E questa è l’occasione per spiegare loro che  solo i castelli costruiti in pianura hanno tutt’intorno un fossato e il famoso ponte. La Rocca, invece, si trova di proposito sulla sommità della collina, poiché dall’alto era più facile dominare e controllare il territorio ed avvistare i nemici  da lontano.  A conferma di ciò, basta una breve corsa per scoprire che nelle mura si aprono innumerevoli feritoie, attraverso cui i soldati scagliavano frecce contro i nemici.

Quante emozioni, in un solo giorno. E’ proprio ora di riposare adesso. Domani ci aspetta un’altra avventura. Ci sposteremo un po’ più a sud, a 30km da Spoleto. Eh si, domani… rotta verso le Cascate delle MamoreStay tuned!

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A breve, pubblicherò anche un post con tutte le informazioni pratiche per visitare Spoleto:come arrivare, come muoversi, dove dormire e dove mangiare.

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13 Responses to Un weekend tra i segreti di Spoleto

  1. Giorgia Mazzanti Rispondi

    23/04/2012 at 18:09

    Spoleto è veramente carina e tu ne hai fatto un bel “quadro”… mi piace tanto la foto della pozzanghera.

    • The Family Company Rispondi

      23/04/2012 at 18:10

      Grazie Giorgia! I miei figli sembrano avere un’irresistibile attrazione per le pozzanghere!!! ;-)

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  6. babborabbia Rispondi

    30/04/2012 at 10:24

    come spoletino mi sento inorgogliere quanto parlano sì bene della mia città

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