L’arcobaleno delle Cascate delle Marmore

C’era una volta una ninfa di nome Nera, che si innamorò di un bel pastore: Velino. Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò la ninfa in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l’eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore…

E cosi, tra una leggenda e l’altra, prosegue il racconto di questo meraviglioso weekend. Ieri vi abbiamo raccontato di Spoleto, una città ricca di sorprese! Vicoli, cunicoli, pietre antiche che ammiccano e una Rocca imponente che fa sognare grandi e piccini.

Oggi decidiamo di spingerci 30 km più a sud e passare la giornata alle Cascate delle Marmore, opera dell’ingegno dei Romani per liberare la piana reatina dagli acquitrini, facendo defluire le acque del Velino nel sottostante corso del Nera. Con i suoi 165 metri divisi in tre salti, è la cascata più alta d’Europa: tre salti per immergersi in una meraviglia “orribilmente bella“, come la definì Byron.

Leonardo ed Alessio non hanno mai visto una cascata, se non attraverso libri e fotografie. Potete dunque ben immaginare il loro incontenibile entusiasmo e la loro curiosità. E non vedono l’ora di conoscere Nera e Velino

Si può iniziare la visita sia dal Belvedere Superiore che da quello Inferiore. Cinque sentieri attrezzati e segnalati conducono i visitatori nel cuore della cascata e consentono di osservare i tre salti da insoliti e affascinanti punti di vista. Tre dei cinque sentieri costeggiano la cascata, uno percorre la parte alta della rupe, nella zona dei Campacci, e un altro risale la rupe di fronte alla cascata stessa.

Decidiamo di cominciare la nostra visita dal Belvedere Superiore e, mentre papà Fabio fa la fila per i biglietti, io e i bimbi andiamo in avanscoperta: alberi che sembrano toccare il cielo, ghiande, steccati ed altalene ci tengono ben impegnati!

Ed ora che l’avventura cominci!

Il rumore che fa l’acqua è tale che finisce
per affaticare l’udito;
il vapore che si innalza dal fondo della valle, non solo
riempie interamente lo spazio, ma guadagnando la cima
della montagna, forma una specie di nuvola leggera
come polvere, attraverso la quale i raggi del sole
che tramonta formano il più
bell’arcobaleno che io abbia mai visto…
 

Philippe Petit-Radel
1749-1815, geografo francese 

Arriviamo alla Specola, una piccola torretta posta all’estremità del Belvedere Superiore, da cui si gode di una vista spettacolare del primo salto. Questo punto è esattamente il luogo privilegiato per osservare l’arcobaleno delle Marmore, fenomeno visibile quando si creano particolari condizioni atmosferiche legate alla presenza di vapore acqueo.  E noi siamo stati fortunati! Quale bambino non vorrebbe vedere un vero arcobaleno?!

Dalla Specola, imbocchiamo il Sentiero 1, uno dei percorsi storici della cascata e anche il più lungo, quello che collega il Belvedere Superiore al Belvedere Inferiore. Questo è il Sentiero della Natura e infatti, man mano che si scende, si aprono davanti a noi scenari naturali stupefacenti. I bimbi pensano di essere nel Bosco dei Centro Acri di Winnie The Pooh! Alberi, ruscelli, fiori selvatici, rocce su cui sedersi per fare una pausa e grotte naturali scavate nel travertino, che – per l’occasione – diventano scivoli!

A metà percorso si arriva al Balcone degli Innamorati, al quale si accede tramite l’omonimo Tunnel (consigliatissime le mantelline per non bagnarsi!).  Meraviglia delle meraviglie!

Perché il Balcone degli Innamorati si trova proprio di fronte al primo salto della cascata; anzi, è dentro la cascata! Basta allungare un braccio… e si può toccare l’acqua e sentirsi tutt’uno con essa. Il frastuono, il bagnato, la forza della natura… forse è a questo che pensava Byron quando definì la cascata orribilmente bella

Dopo contata bellezza e visto che la stanchezza dei bimbi ormai comincia a farsi sentire, decidiamo di tornare indietro. Prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso il Belvedere Inferiore. Ristoranti e negozi di souvenir stridono un po’, ma lo spettacolo che si gode da qui cancella tutte le perplessità. Nuvole di vapore si perdono nel cielo, il frastuono dell’acqua che scorre sembra un richiamo severo: “fermatevi, calmatevi, godete la vita“…

E ancora colori, quelli dell’arcobaleno. Ancora rumori, quelli dell’acqua che scorre, trascina, che abbraccia. Sensazioni. Tante, tantissime. Difficile scrivere di più, quando si tratta di emozioni. A Spoleto ho perso il concetto del tempo. Qui è  l’anima che si perde. Per calmarsi. E ritrovarsi più piena. E se non credete me, forse crederete a qualcuno sicuramente più illustre, Sir George Gordon Byron…

Informazioni pratiche:

  • controllate sempre gli orari del rilascio d’acqua e organizzate l’arrivo in base a questi!
  • se visitate la cascata con dei bambini piccoli, sappiate che alcuni sentieri potrebbero rivelarsi particolarmente lunghi e faticosi.  In discesa, magari, si riesce a gestire anche il pargolo più pigro, ma risalire al punto di partenza (dove con ogni probabilità avete parcheggiato la macchina), può diventare un’esperienza da dimenticare. Per cui sarebbe bene informarsi sul posto e calcolare bene tempi e distanze. In biglietteria, sapranno darvi tutte le indicazioni del caso.
  • portate abiti e scarpe comode; e mantelline anti-pioggia!
  • per i bambini, viene proposta una visita guidata animata, la Fantapasseggiata
  • per maggiori informazioni su orari, percorsi e costi d’ingresso, visitate il sito delle Cascata

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21 Responses to L’arcobaleno delle Cascate delle Marmore

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  2. Me la ricordo come una piacevolissima gita anche perchè ero in ottima compagnia. Il gruppo di bimbi al seguito ha seguito con molto interesse la storia che gli abbiamo letto lungo tutto il tragitto.

    • The Family Company Rispondi

      26/04/2012 at 18:24

      Noi purtroppo non siamo riusciti a partecipare alla Fantapasseggiata, la visita guidata animata per bambini basata proprio su quel racconto. Sarà la scusa giusta per ritornare… eheheh!

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  7. The Scarletdrop Fae Rispondi

    05/07/2012 at 15:17

    Utilissimo post…bellissime…sì sì ci voglio proprio andare, Però il mio piccolino se decide di non muoversi me lo devo caricare in braccio e non va bene…troppo pesante.

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  10. andreainthailandia Rispondi

    08/11/2012 at 11:31

    … quello che Leonardo e Alessio hanno creduto essere il Bosco dei Centro Acri per me era (e credo sarebbe ancora se potessi tornarci) la Foresta di Re Artù… credo che il fascino delle Marmore non abbia età … e invecchiando a distanza ci si commuove leggendo della propria terra..

    Grazie per il bel post!

    • The Family Company Rispondi

      08/11/2012 at 12:05

      Andrea che onore averti qui… Grazie davvero! Prima o poi, tutta la family verrà a trovarti in Thailand… Mi manca all’appello sai? Sono stata in Malesia, Hong Kong, Bali e Singapore… ma la Tailandia… cavolo, mi manca proprio! Devo assolutamente provvedere… :) Grazie ancora per il tuo graditissimo commento! A presto.

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  15. Francesca Rispondi

    07/10/2014 at 07:46

    Da bambina era una tappa obbligata quando tornavamo a Terni a trovare i nonni…
    Un giorno mi piacerebbe portarci i bambini…organizziamo?

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